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Jojo Rabbit

Regia di Taika Waititi vedi scheda film

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La recensione su Jojo Rabbit

di kubritch
4 stelle

Sono prevenuto. Mi sembra un'operazione didascalico/moralistica. D'altronde non potrebbe essere altrimenti data la nomination agli Oscar, ragione per cui mi sono incuriosito. Recensione in diretta. Ho notato che il bambino protagonista esce dallo stesso edificio, o, comunque, assai simile, di un altro film tedesco che ho visto proprio ieri, Il mostro di St. Pauli, un bel film disturbante, uncunny. Che voglia dirci qualcosa sulla natura mostruosa ed ordinaria del nazismo? il film continua con una serie di siparietti comici militareschi convenzionali. La scenetta del coniglietto è sentimentalismo puro. La teoria del film è che il nazismo sia il contrario del sentimentalismo. Invece è vero il contrario il sentimentalismo è un atteggiamento tipico dei popoli violenti. I colonizzatori europei nelle Americhe o i britannici e i francesi nelle colonie indiane non si sono certamente comportati meglio che i nazisti, però, la vulgata vuole che gli unici crimini contro l'umanità siano un'eccezione riguardante il nazifascismo. L'odio verso gli ebrei non è un sentimento insensato come mostrato nel film, ma ha a che fare con il cristianesimo e con il capitale. Il cristianesimo imperialista è il minimo comune multiplo della ferocia e della crudeltà dell'espansionismo occidentale. Fin quando non impareremo ad essere spregiudicatamente onesti con noi stessi non cambierà mai nulla. Tra l'altro trovo profondamente immorale lo sfruttamento della naturale empatia dei bambini per veicolare una visione politica. La società capitalistica sfrutta i bambini per profitto arroccandosi dietro ragioni sentimentalistiche. E' troppo facile e parziale indicare i cattivi dall'altra parte del campo come sostenere che con la fine della guerra ci sia stata pace e libertà. E' una lettura al quanto immatura della Storia, adolesceziale, da regista di supereroi a stellestrisce qual è Waititi. La cosa migliore di tutto il film è il bambino. E' davvero raro vedere dei bambini convincenti che non sembrino presi da una sorta di autocompiacimento narcisistico. Le parti con l'amico immaginario nelle vesti di Hitler sono di una comicità elementare da sit-com. 

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