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Il Corriere - The Mule

Regia di Clint Eastwood vedi scheda film

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Vesper Lynd

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Il Corriere - The Mule

di Vesper Lynd
8 stelle

Dieci anni dopo Gran Torino, quel personaggio che tanto avevamo amato ritorna in ottima forma, nella sua ennesima declinazione, alter ego e nemesi dello stesso regista. Impossibile non simpatizzare per Earl, anch’egli reduce di guerra, antipatico, anacronistico e fuori moda, razzista e pieno di pregiudizi, eppure inguaribile romantico. Con un sorriso sornione perennemente stampato in volto, Earl vive con una leggerezza invidiabile, frutto forse della saggezza dei suoi anni, o forse di un’atarassia che gli consente di vivere vicende altrimenti logoranti con straordinario distacco. Lascia correre Earl, quasi osservando la sua vita da fuori, con partecipazione e straniamento al tempo stesso, senza mai cadere nell’autocommiserazione, senza mai farsi prendere dal panico. Traccia con serietà e rassegnazione un bilancio della sua vita, è cosciente degli errori commessi, ma comprende anche che non è mai troppo tardi per riparare, e che anche un fiore cresciuto in un terreno non fertile si può trapiantare e può essere rinvigorito da nuova linfa vitale. Earl è in fin dei conti un protagonista delicato, e molto sensibile, che riserva a sé stesso il finale che “merita”, senza per questo punirsi. Lo fa piuttosto obbedendo ad una rigida morale compensativa che è il suo credo, ed è ineluttabile. E insegna a godersi la vita, con lentezza, come il panino con l’arrosto migliore degli States o gli ultimi giorni accanto all’amata ex moglie. In questo road movie così intimista e sui generis, dove manca l’inseguimento spericolato e la caciara dell’action movie, la scena della cattura dell’antieroe epico da parte degli agenti della DEA avviene appunto in modo epico, con un dispiegamento di forze notevole ma al contempo in un silenzio ovattato. La macchina da presa inquadra dall’alto la scena quasi a sottolinearne l’epicità, ma anche l’ineluttabilità del destino, la quadratura del cerchio. Il dado è tratto, ed Earl si consegna senza remore all’agente interpretato da Bradley Cooper, con cui condivide un pensiero-monito: “il denaro non può comprare il tempo”, il tempo è un bene inestimabile. Accanto al regista-attore, comprimari di alto livello, recitazione sobria e mai sopra le righe: insomma, neppure il cast delude le aspettative, ma è senz’altro Clint Eastwood a dare al film un marchio di assoluta originalità, pur nel suo impianto classico. Assolutamente da vedere e rivedere.

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