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Momenti di trascurabile felicità

Regia di Daniele Luchetti vedi scheda film

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La recensione su Momenti di trascurabile felicità

di mm40
6 stelle

Paolo muore a quarant’anni in un incidente stradale. All’aldilà si accorgono però di aver commesso un errore: gli hanno tolto 92 minuti di vita. Paolo torna in terra per quell’ora e mezza, cercando di salutare i suoi cari e rimediare agli errori compiuti.

“Vivere è una serie ininterrotta di errori, ognuno dei quali sostiene il precedente e si appoggia sul seguente. Finiti gli errori, finito tutto” (Ennio Flaiano, Diario degli errori); “Gli errori siamo noi. Quando abbiamo finito di sbagliare, finisce la vita” (Pif, nel finale di questo film). “I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume” (Ennio Flaiano, Autobiografia del blu di Prussia); “(la vita) è solo un brandello di tempo fatto di momenti di trascurabile felicità” (Pif, idem). Le parole stampate sul libro omonimo di Francesco Piccolo da cui prende piede la sceneggiatura (insieme al suo seguente bestseller Momenti di trascurabile infelicità) non sono granché differenti: in sostanza il reale soggetto di questo lavoro sono (almeno) un paio di aforismi dello scrittore pescarese che già collaborò ai copioni di Fellini e di Antonioni; il cerchio si chiude nel segno di un’ironia all’italiana con la consegna a Piccolo e a Daniele Luchetti del premio Flaiano per la migliore sceneggiatura 2019. Detto ciò, comunque, il film di Luchetti funziona bene e, nonostante un Pif protagonista più impacciato del solito (sempre in levare, sempre a sottrarre, sempre a giocare di rimessa con gli altri interpreti) e una Thony coprotagonista ancor meno convincente, dice cose vere ed emozionanti: già questo per un film italiano del 2019 è tantissimo. In particolare il finale lascia spiazzati, riuscendo con un doppio salto carpiato a risultare al contempo lieto e malinconico. Quanto agli altri interpreti, ne escono bene i giovanissimi Francesco Giammarco e Angelica Alleruzzo, mentre Renato Carpentieri offre una prova impeccabile delle sue. Efficace la tenuta narrativa, intelligenti (sofisticate, non scontate) molte piccole trovate disseminate qua e là. 6/10.

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