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Lo sconosciuto di San Marino

Regia di Michael Waszynski vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Lo sconosciuto di San Marino

di bufera
6 stelle

Film ideato da Cesare Zavattini che si perde per strada nel racconto, talora surreale ma più spesso pesante, di una vicenda che si svolge nella Repubblica di San Marino, verso la fine della seconda guerra mondiale-

locandina

Lo sconosciuto di San Marino (1948): locandina

 

Lo sconosciuto di San Marino è un film del 1946 diretto daMichal Waszynski, da un soggetto di Cesare Zavattini, sceneggiato da Vittorio Cottafavi,Giulio Morelli e Cesare Zavattini e interpretato da Anna Magnani, Vittorio De Sica, Antonio Gandusio, Irma Gramatica e Aurel Millos

 

Negli ultimi anni della seconda guerra mondiale, numerosi profughi trovano rifugio nelle mura neutrali della Repubblica di San Marino, con gravi problemi di recettività, ma vengono aiutati dal parroco (Antonio Gandusio) che li sistema dove può, rinunciando al suo stesso domicilo. Un giorno arriva, tra gli altri, un giovane straniero, male in arnese, che sembra aver perduto la memoria (Aurel Millos).Visto che non risponde al Commissario circa la sua identità, egli lo invia ai medici che, visitandolo, constatano sul suo cranio gli esiti di un brutto colpo probabilmente dovuto a un oggetto contundentente. 

                                                                                                                                                                                                                         Nonostante la sua espressione poco incoraggiante con occhi sporgenti e sbarrati lo sconosciuto dà prova di sentimenti gentili: si fa   amico dei piccoli profughi, alla vista di un macello in attività dà in escandescenze e dichiara di essere vegetariano. A questa notizia     uomo facoltoso ateo e vegetariano anche lui (Vittorio De Sica), lo accoglie amichevolmente nella sua bella casa, dove, prima, non   aveva voluto dare rifugio a nessun profugo.

 

 

Sembra che risvegli i buoni sentimentì e tutti diventano suoi amici. Il parroco lo crede mandato da Dio. Egli si accosta fraternamente      ad una prostituta (Anna Magnani) e le tocca il cuore, malgrado ella avesse tentato di adescarlo. Quando  però vede una croce resta turbato. Infine arriva la notizia che la "linea gotica" è caduta e l'Italia è salva. Per rendere grazie al Signore, parte dalla Chiesa per le

vie della città una processione solenne e lo sconosciuto vi assiste. La grande croce e la folla illuminano la sua mente, e si rivede con l'uniforme nazista, in atto di ordinare la strage dei partecipanti a una processione simile. Rinasce in lui l'antico furore e come invasato assale gli amici di ieri, entra nella Chiesa e fa scempio degli oggetti sacri; ma anche la coscienza morale si risveglia, e l'ex nazista ha orrore di sè e, disperato, si lancia in un campo minato dove viene travolto dallo scoppio, mentre dice" per me non c'è alcun perdono."

 

 

Film modesto,nonostante sia nato da un'idea di Zavattini che si avverte in un'aria a tratti surreale, ma con una narrazione pesante e a tratti confusa e fine a se stessa. Parzialmente lo salvano la fotografia in bianco e nero che mostra le vedute di San Marino, non molto frequenti al cinema, e la recitazione della grande Anna Magnani  e di Antonio Gandusio, mentre Vittorio De Sica non convince, forse perchè non è convinto lui stesso del ruolo affidatogli.

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