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Highwaymen - L'ultima imboscata

Regia di John Lee Hancock vedi scheda film

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La recensione su Highwaymen - L'ultima imboscata

di supadany
5 stelle

Da sempre, il cinema ha sfornato icone, personaggi impressi a chiare lettere nell’immaginario collettivo, tanto da sopravvivere alle mode e alle rivoluzioni culturali, persistenti al punto di essere arruolabili anche dopo tempo immemore. Seguendo la vox populi, non si parla obbligatoriamente di eroi positivi: ogni epoca ha il suo vissuto e travagli differenti, un modo personale di assistere e valutare gli eventi.

Ripercorrendo le gesta di Bonnie & Clyde, seppur in modo alternativo, Highwaymen – L’ultima imboscata si avventura nel bel mezzo di un malcontento popolare, attualmente più vivo che mai. Per sua sfortuna, non gli basta per sbarcare il lunario.

Stati Uniti, 1934. Le scorribande di Bonnie Parker e Clyde Barrow mietono vittime e non conoscono ostacoli, costringendo la governatrice Ma Ferguson (Kathy Bates) a ricorrere a soluzioni alternative. Quindi, assolda Frank Hamer (Kevin Costner) e Maney Gault  (Woody Harrelson), due valorosi ranger fuori dai giochi, per condurre un’indagine parallela a quelle ufficiali.

I due si metteranno sulle tracce della coppia di malviventi, dovendo fronteggiare l’ostilità della popolazione così come le ritrosie degli enti preposti alla loro cattura.

 

Kevin Costner, Woody Harrelson, Thomas Mann

Highwaymen - L'ultima imboscata (2019): Kevin Costner, Woody Harrelson, Thomas Mann

 

Più film hanno incentrato le loro fortune sul mito di Bonnie & Clyde, su tutti Gangster story, ma Highwaymen – L’ultima imboscata sceglie di posizionarsi sul lato opposto della barricata, offrendo quindi un altro point of view.

La scelta ne giustifica la genesi, ma il regista John Lee Hancock non è troppo distante dalla sua versione esangue di Alamo. Gli ultimi eroi, dimenticando di avvalorare la sua creatura con quel gradiente partecipativo che gli ha consentito di arrivare in zona Oscar con The blind side e The founder, lontano anni luce dallo sfondare ogni difesa immunitaria come gli riuscì in Saving Mr. Banks. In teoria, in questo posizionamento non vi è nulla di male, ma non possedendo il respiro profondo delle grandi opere, le frecce al suo arco latitano.

Segnatamente, Highwaymen – L’ultima imboscata vanta una messa in scena impeccabile. Ogni movimento è controllato meticolosamente, le inquadrature sono pensate nel dettaglio (ad esempio, gli scorci sui ghetti rendono bene l’idea della povertà imperante) e regolarmente qualche campo lungo ci rammenta l’alto livello della produzione.

Tuttavia, questa veste lussuosa non sorregge lo svolgimento, per lunghi tratti assopito, incapace di produrre scatti d’orgoglio e incanalato su un’andatura morigerata. Infatti, oltre a investire tempo su aspetti laterali di dubbia utilità, la compostezza soverchia l’istinto, impedendo al film di accendersi.

Così, se la composizione è elegante, bisogna attendere all’incirca settanta minuti per ricevere una scossa e arrivare addirittura al minuto 108 – a un passo dal traguardo - per operare a cuore aperto. Qui, finalmente un dialogo oltrepassa la superficie afona e prepara la strada al doveroso – quanto inevitabile - finale, dando effettiva vitalità ai personaggi, incontrando un’intensità precedentemente nemmeno sfiorata.

Già, perché se il film inquadra la grande depressione e si ricollega all’attualità per la sistematica avversità alla casta (ad esempio, le banche), poi non va oltre all’unione dei puntini, preoccupato di mantenere un ordine integerrimo, senza aggiungere una virgola che possa turbare un telaio precollaudato.

Perfino un’anima turbolenta qual è Woody Harrelson, pur con occasionali distinguo, è più mansueta che mai, mentre Kevin Costner regge la candela, facendo buon viso a cattivo gioco, e veder relegati in margini anodini due pezzi da novanta come Kathy Bates e John Carroll Lynch non può che lasciare l’amaro in bocca.

 

Kevin Costner, Woody Harrelson

Highwaymen - L'ultima imboscata (2019): Kevin Costner, Woody Harrelson

 

A conti fatti, Highwaymen – L’ultima imboscata non potrà essere considerato un film scadente, però non concede sufficienti occasioni per entusiasmarsi. In fondo, è un esemplare di cinema (pre)cotto a puntino, salvato solo in parte dall’atto conclusivo, depredato dalla volontà di andare oltre a riflessioni superficiali, con dialoghi e dinamiche bloccate al primo stadio dello sviluppo.

Esteticamente elegante quanto volete, ma ingessato e anemico nella sostanza.

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