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Mirai

Regia di Mamoru Hosoda vedi scheda film

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Scarlett Blu

Scarlett Blu

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Mirai

di Scarlett Blu
9 stelle

Un bambino impara attraverso il passato e il futuro ad accettare ed amare la sorellina minore appena nata, che arriva a sconvolgergli la vita. Hosada parla di crescita ed esperienze di vita attraverso i ricordi del passato e le speranze del futuro.

Mamoru Hasada si rivela anche in questo film un autore sensibile, notevole e poetico, capace di costruire una storia intensa, reale, e molto umana, pur restando nella terra dei sogni e della magia.

Ultima opera del regista di 'La ragazza che saltava nel tempo' che ha in comune con 'Mirai' la tematica del viaggio temporale, qui risolto meglio, e il bellissimo 'Wolf Children', questo film parla della storia di un bambino di 3/4 anni che si vede l'esistenza sconvolta dall'arrivo della sorellina minore 'Mirai' appena nata, a cui i genitori riversano cure e attenzioni, apparentemente trascurando il figlio primogenito, geloso e viziato.

 

La tematica non è solo il viaggio temporale nel futuro e nel passato, c'è il problema di imparare ad essere dei buoni genitori (la goffaggine tenera del padre) alle prese con il problema quotidiano del conciliare lavoro, famiglia, crescita dei pargoli, tutte cose non sempre semplici, il rapporto conflittuale tra fratelli che va risolto, le gelosie e il sentirsi trascurati, quando un attimo prima si era al centro dell' attenzione, e Kun farà molti capricci spesso fastidiosi per riportare ogni cosa all'origine, lo scontro tra figli e genitori, (la madre che il piccolo kun nei suoi momenti di rabbia a volte esilarante, vede come la strega cattiva delle fiabe).

 

scena

Mirai (2018): scena

 

Kun deve imparare a diventare un bravo fratello maggiore e accettare la sorellina come parte della sua famiglia, ma avrà delle lezioni da imparare, e saranno proprio personaggi e situazioni del passato e del futuro a portarlo nella giusta direzione: l'identificazione col cagnolino, l'incontro con la madre/bambina, problematica quanto lui, il bisnonno reduce menomato durante la guerra che non si arrende alle difficoltà, (forse una delle parti più belle) sono episodi del passato che insegneranno qualcosa sulle esperienze presenti di Kun, che sia andare in bicicletta per cadere e rialzarsi, o indossare dei calzoncini.

E poi c'è Mirai, la sorella quattordicenne che arriva dal futuro, e getta uno scorcio su quello che sarà il loro rapporto di complicità e sostegno, che lo salva dal perdere se stesso e i suoi affetti, nell'ultima parte del film, quella più drammatica.

 

scena

Mirai (2018): scena

 

Il mondo di Kun è la casa famigliare, costruita dal padre architetto, uno curioso spazio di interni ed esterni con un giardino dove cresce un semplice alberello, che è la porta per passare tra presente, passato e futuro; la sceneggiatura del film rende questo passaggio assolutamente fluido e per nulla brusco, quasi la macchina da presa si aprisse lentamente su un mondo diverso in cui veniamo introdotti per magia insieme al piccolo Kun, che meravigliato come puo esserlo solo un bambino, spalanca il suo sguardo sul mistero e sulla meraviglia della vita che collega tutto, vite e persone, tra presente, passato e futuro.

 

Animazione sempre superlativa, immagini suggestive, potenti e poetiche, e fondali meravigliosi.

 

Bellissimo film da vedere.

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