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Sibel

Regia di Cagla Zencirci, Guillaume Giovanetti vedi scheda film

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La recensione su Sibel

di alan smithee
7 stelle

CINEMA OLTRECONFINE

Sibel è una bellissima ragazza turca che vive in un paesino montano in casa col padre vedovo, che è pure sindaco del villaggio, e la sorella minore in attesa di marito.

Per comunicare con l'esterno, la ragazza ha imparato a fischiare, secondo una tecnica (probabilmente in uso in quei posti in luogo dell'alfabeto muto) che permette a chi non può comunicare a voce di esprimersi e di farsi comprendere, come ci viene illustrato nell'insolito incipit.

considerata dai compaesani al pari di una handicappata, Sibel alterna il lavoro nei campi a potare siepi medicamentose, ad una deliberata solitudine trascorsa nei boschi a dare la caccia al lupo, animale scaltro che non si lascia facilmente imbrogliare dalle trappole che la ragazza ha predisposto con cura e determinazione.

La routine procede fino al giorno in cui la giovane si imbatte non tanto nel lupo, quanto in un soldato disertore che, aggreditala, si becca una profonda ferita ad una gamba che poi la ragazza provvederà, pentita, a curargli amorevolmente.

Tra i due, poco per volta, nasce dapprima rispetto, poi un attaccamento e un'attrazione che finisce per legarli al di là di ogni limite ammesso, a tal punto da far scoppiare uno scandalo in paese, in grado di arrecare danni anche all'ormai annunciato matrimonio della sorella.

In concorso al festival di Locarno 2018, Sibel, opera terza della coppia franco-turca di Noor, Guillaume Giovannetti e Cagla Zencirci, è un film intenso, dal carattere forte e dagli istinti guizzanti, che palpitano per merito di una protagonista bellissima ed incandescente, Damla Sonmez, attrice dallo sguardo penetrante con un certo curriculum in patria, grazie alla quale si deve molto della riuscita della pellicola. E' certo un caso per così dire sintattico, ma già il nome "Sibel" comunica, in una etimologia di rimando prettamente francese, la perfezione annunciata dalle parole "si belle", ovvero "così bella", che quel grazioso nome proprio suggerisce.

Un film forte, che si dirige dritto filato contro le convenzioni facili e pusillanimi, contro la codardia di certe prese di posizione obbligate, guardando piuttosto dritto al cuore del problema, e con l'intelligenza di chi è in grado di guardare alla persona singola, più che alle convenzioni che tendono a soffocarla e a distruggerla per via di comportamenti e situazioni fuori da ogni etichetta preimpostata e fuorviante.

Una pellicola orgogliosa in grado di fornirci un ritratto credibile e schietto di una società ed un mondo a noi lontani, ma non certo esenti dalle negatività e dalle insensibilità che soffocano o hanno soffocato molte delle realtà occidentali, afflitte da perbenismi o vincoli preimpostati da una morale spesso greve e completamente fuori luogo.

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