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Ted Bundy - Fascino criminale

Regia di Joe Berlinger vedi scheda film

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Tiaz gasolio

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Ted Bundy - Fascino criminale

di Tiaz gasolio
2 stelle

Ted Bundy, Fascino Criminale - La Recessione
Ovvero: la commedia per famiglie sul pluri omicida Ted Bundy

I film prodotti da Netflix e trasmessi in streaming di solito fanno un po' cacare e in alcuni sporadici casi capita qualcosa di buono; questa volta, invece, per il film sul serial killer più amato d'America dovevano essere talmente sicuri di aver fatto il botto che addirittura l'uscita è stata programamta nelle sale cinematografiche.
Perciò ho pensato che non poteva essere la solita merda prolissa che ti addormenta sul divano, non so perché ma nel mio inconscio il cinema è ancora sinonimo di qualità e non di blockbuster roboante da quattro soldi creato per intrattenere il leso medio. Ma veniamo al film.
Partiamo dal regista, lo sconosciutissimo Joe Berlinger, un uomo che prima di questo film ha girato alcuni documentari tra cui quello ad episodi sempre su Netflix che spiega egregiamente la vita del serial killer, niente di più. Probabilmente Netflix voleva dargli una possibilità per uscire dall'Olimpo degli sconosciuti, oppure scegliendolo voleva risparmiare spendendo tutto il resto per ingaggiare gli attori. Cosa li ha spinti a scegliere questo regista non lo sapremo mai. Subito dalle prime scene si nota qualcosa di strano: la storia sembra concentrarsi sul rapporto amoroso tra Ted e Liz Kendall e, per i primi 20 minuti, prima si spera e poi si prega che questa sia solo una trovata cinematografica per raccontare la storia di questo assassino sotto un altro punto di vista. E invece un emerito cazzo! Perché dopo quasi 40 minuti, di omicidi e di violenza non ne abbiamo mica visti. Voi direte che per raccontare una storia raccapricciante non c'è bisogno di sbatterci la violenza in faccia, ma sino ad ora il mostro Ted Bundy è raffigurato come un personaggio praticamente positivo.
Ovviamente da appassionato di cinema continuo la visione con la consapevolezza che il regista sfrutterà la rivelazione della vera personalità di Ted per scioccarci al momento giusto. E invece: "STOCAZZO!", scena dopo scena scopriamo che questo film è incentrato sulla storia d’amore dell’assassino con la ex fidanzata Liz Kendall e la seguace demente Carole Ann Boone. Il tutto però non fatto per chiarire ulteriori punti di vista o per mostrarci lo sconvolgimento di scoprire che la persona che si ama è un pazzo. No no, niente di tutto questo. Si susseguono scene sicuramente romanzate di come si svolgevano i rapporti tra le coppie,
ogni tanto ci vengono mostrati i punti salienti del processo di Ted con lui che scappa due volte, la scelta rovinosa di auto-difendersi in tribunale, ma il pluri assassino viene rappresentato come una simpatica macchietta, come l’inutile protagonista maschile di una commedia d’amore da rete 4 la domenica pomeriggio. Una cosa del tipo: "Ted Bundy, il triangolo non l’avevo considerato". La cosa peggiore è che sembra che il regista si sia dimenticato che deve raccontare la storia di una assassino. Non vengono citate i morti (se non nei titoli di coda), la brutalità degli omicidi non viene mostrata o viene citata in maniera marginale... In pratica, se non vi siete visti un documentario su Ted Bundy e non ne avete mai sentito parlare lui vi sembrerà di vedere una commedia, di quelle con il finale amaro prolisso e girata male. Non la storia dell’uomo che ha ucciso almeno 35 persone tra il 1974 e il 1978. Ma dove cazzo ha speso tutti soldi Netflix se ci troviamo a guadare 'sta cagata di pellicola? I grandi produttori di Netflix hanno usato lo stesso metodo già utilizzato nella loro pellicola Velvet Buzzsaw (altra immonda merdata), ovvero ingaggiare attori famosi o in ascesa che fungono da specchietti per le allodole. Perché un tempo i grandi film avevano al loro interno un casti “importante” e questo fatto è rimasto nell'immaginario dello spettatore medio ed in questo modo Netflix ci incula e ci fa andare al cinema a spendere soldi convinti di guardare un “filmone”. Quindi troviamo come protagonista Zac Efron abbastanza convincente, purtroppo costretto in una parte scritta male, segue Jim Parsons impegnato in una parte da quattro battute rovinato dal doppiatore italiano che ci fa ricordare l’insopportabile Sheldon mentre l’attore originale ha ben altra voce, John Malkovich nel ruolo del giudice che ha condannato l’assassino, anche per lui 10 minuti di girato, Haley Joel Osment, ovvero il bambino del Sesto Senso, impegnato in una parte inutile ai fini della trama che ci ricorda in ogni scena che compare che i bambini da adulti non rimangono belli (anzi). Dimenticavo james hetfiled cantante dei metallica anche lui in ruolo più che marginale.
In conclusione Ted Bundy - Fascino criminale è una pessima e noiosa commedia romantica scritta male che non approfondisce né racconta la storia del serial killer, un cartuccia sprecata per il regista Berlinger che nel documentario sempre sul serial killer era riuscito a creare un prodotto godibile ed interessante.
per insulti anche non costruttivi.
www.facebook.com/larecessione
#larecessione

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