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Cincinnati Kid

Regia di Norman Jewison vedi scheda film

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La recensione su Cincinnati Kid

di alan smithee
7 stelle

68° FESTIVAL DI LOCARNO - RETROSPETTIVA SAM PACKINPAH

Sam Peckimpah e i contrasti con il mondo della produzione e distribuzione cinematografica: ecco il film che lo stesso regista non poté girare in quanto licenziato in tronco dopo solo una settimana di riprese a causa di grossi diverbi con la produzione: circostanza questa, che rese difficoltose molte altre avventure cinematografiche del regista, definito da tutti un uomo difficile da seguire e impossibile da tenere a bada da parte dei finanziatori. Si tratta di CINCINNATI KID, film notissimo e cult soprattutto da parte degli appassionati di poker.

Ciò nonostante, tenuto anche conto del fatto che il sostituto Jewison non è proprio un mestierante senza carattere, il film è davvero un riuscito mix di tensione e glamour, grazie ad un cast da sogno che, ancora a rivederlo oggi, risulta come l'immedesimazione del divismo e l'importanza del saper bucare lo schermo con le proprie fattezze: Steve McQueen, il Cincinnati sbruffone ed abile giocatore del titolo, è in forma smagliante, sexy ed ironico quanto basta per far impazzire i suoi fans e ha davanti quasi un ventennio di divismo assoluto; il suo illustre rivale Edward G. Robinson è un cattivo di classe apprezzabile e nemmeno troppo cattivo, anzi di estrema eleganza; in aggiunta al bel volto intenso di Carl Malden, essi costituiscono un terzetto attoriale da brivido, mentre le tre stelle femminili Margret, Weld e Blondell fanno dello charme la loro arma da combattimento più efficace.

 

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