Espandi menu
cerca
Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità

Regia di Julian Schnabel vedi scheda film

Recensioni

L'autore

LAMPUR

LAMPUR

Iscritto dal 1 novembre 2006 Vai al suo profilo
  • Seguaci 156
  • Post 9
  • Recensioni 750
  • Playlist 333
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità

di LAMPUR
8 stelle

 

Willem Dafoe

Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità (2018): Willem Dafoe

 

 

Un film difficile alle prese con una biografia ancor più ardua, una sfida vinta comunque, perché si sceglie di stare dalla parte di Van Gogh, della sua inquietudine, del suo sentirsi fuori posto e oltre le regole.

 

Willem Dafoe giganteggia senza strafare, si cala in quello sguardo spesso bimbo, sorpreso e rammaricato, dal sorriso raro, ci aiuta a distinguere forme e colori, l'amore per gli spazi e la natura, i tramonti da inseguire correndo, le foglie e le spighe in balia del vento... c'è movimento in ogni tela di Van Gogh, si va oltre l'impressionismo visivo, si arriva a quello dell'anima, dove la luce impazza sulla tela come nell'immaginario di Vincent.

 

Willem Dafoe

Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità (2018): Willem Dafoe

 

Dio può anche sbagliarsi con i tempi: mi fa dipingere per coloro che non sono ancora nati”

 

In una sola frase il genio incompreso, l'impossibilità di completare il puzzle, di incastrarsi nella sua epoca, di essere corrisposto, come negli affetti e nelle amicizie: quella con Gauguin la più ambita e burrascosa, fino a sfociare nel taglio dell'orecchio auto inflitto.

 

Le riprese di Schnabel, spesso in soggettiva, a volte alterate, sfocate a strati, amplificano i tormenti e le confusioni, gli eccessi sgradevoli anche, ma esaltando nel contempo piani di ripresa sghembi e illuminati, come con l'arrivo di Van Gogh ad Arles, le sue scarpe sul pavimento, e la tela che con pochi e veloci tratti, produce luce e calore dal gelo della stanza... o i dialoghi bui, le immagini senza suono, tutte adulterazioni del comune percepire, che ricreano una personalità distorta, anaffettiva, desiderosa da un lato di quiete ed equilibrio, ma conscia, dall'altro, di essere altrove, e già oltre, dipingendo quel futuro che ci lascia senza fiato, ora.

 

Visse da sconosciuto, Vincent, la gloria giunse nei tempi sbagliati del Signore, da lui esattamente pronosticati; nella lucidità della sua follia, e nella luce scolpita delle sue tele, quella luce che amava a dismisura, e che non poteva competere con la cecità del suo mondo.

 

 

Willem Dafoe, Rupert Friend

Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità (2018): Willem Dafoe, Rupert Friend

 

 

 

 

 

 

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati