Espandi menu
cerca
An Elephant Sitting Still

Regia di Bo Hu vedi scheda film

Recensioni

L'autore

AndreaVenuti

AndreaVenuti

Iscritto dal 29 dicembre 2014 Vai al suo profilo
  • Seguaci 30
  • Post 4
  • Recensioni 427
  • Playlist -
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su An Elephant Sitting Still

di AndreaVenuti
9 stelle

An Elephant Sitting Still è un film cinese del 2018; scritto, diretto e montato da Hu Bo

 

Sinossi: In una cittadina industriale nella Cina settentrionale, durante una fredda giornata autunnale la vita di quattro persone si intreccierà ineluttabilmente fra incidenti involontari e scelte familari immorali; tutti e quattro condividono una vita buia, vuota dove dolore e solitudine sono ormai abituè...

Yuwen Wang, Congxi Liu, Yuchang Peng, Yu Zhang

An Elephant Sitting Still (2017): Yuwen Wang, Congxi Liu, Yuchang Peng, Yu Zhang

In questi ultimi anni dalla Cina Continentale sono emersi un bel po' di registi/e "dissidenti" che incuranti della censura e della forte influenza del partito comunista hanno realizzato film in cui analizzano le diverse storture della società cinese, dal noir di Diao Yinan al cinema impegnato di Vivian Qu ed Emily Tang fino ad arrivare al giovane Hu Bo, sicuramente l'auote dell'opera più emblematica ed importante degli ultimi anni in terra cinese.

 

An Elephant Sitting Still è un vero e proprio testamento filmico e fin dalle prime immagini è possibile cogliere un disperato grido di aiuto del regista, tragicamente rimasto inascoltato ed il suicido finale dell'ex migliore amico di uno dei protagonisti, le cui ultime parole rimarrano impresse nella memoria dello spettatore («Il mondo è semplicemente disgustoso»), è un macabro presagio di ciò che poi farà Hu Bo poco dopo la fine del montaggio dell'opera.

 

Hu Bo laureato alla Bejing Film Academy, prima ancora di scrivere il suoi primi romanzi aveva giustamente impugnato la macchina da presa realizzando una serie di corti ma è solamente con An Elephant Sitting Still -il suo primo e tragicamente ultimo film- che riesce ad esporre in maniera lucida e spietata una perfetta disamine sull'uomo e sulla società cinese, in continuo sviluppo a scapito dei più deboli.

Bo Hu

An Elephant Sitting Still (2017): Bo Hu

Hu Bo mette in scena un lunghissimo viaggio (circa 4 ore) nei menadri della solitudine e disperazione umana contrassegnata da mali inestirpabili quali apatia, sopraffazione, indifferenza, povertà, violenza e incomunicabilità.

Soffermiamoci subito sulla prima mezzora del film, dedicata alla presentazione dei primi due protagonisti.

 

1) Inizialmente facciamo la conoscenza del diciassettene ed introverso Wei Bu; il ragazzo quotidianamente deve convivere con una realtà familiare deleteria a causa del comportamento aggressivo del padre, il quale si rivolge esclusivamente al figlio con epiteti volgari e pericolosi; anche la madre, brevemente raffigurata, non sembra per nulla scioccata dai metodi del marito anzi lo appoggia incondizionatamente.

In seguito scopriremo come il padre sia stato un ex poliziotto licenziato in tronco poichè accettava tangenti e la sua frustrazione viene riversata nei confronti del figlio che subisce miseramente.

Sfortunatamente la condizione famigliare non è l'unico problema nella vita di Wei Bu; a scuola ci sono i bulli, intoccabili in quanto ricchi e poi troviamo professori assenti che pensano solo ai propri utili fregandosene dell'incolumità degli studenti.

 

2) Il secondo protagonista è l'anziano ma arzillo Wang Jing, pensionato che condivide il suo appartamento con il figlio, la nuora e la piccola nipotina. Un giorno il figlio, senza alcun pudore e con sfrontatezza dichiara di voler vendere la casa del padre per comprare, coi profitti, una nuova abitazione situata in una zona centrale; ovviamente i prezzi sono alti dunque opteranno per una casa piccola e non ci sarà più spazio per il nonno che si vedrà costretto, senzo volerlo, a trasferirsi in un orribile e anaffettiva casa di riposo.

 

Dopo questi primi minuti chiunque percepirebbe una condizione di forte sconforto dell'autore ma siamo solamente all'esordio di 

un'interminabile "epopea" tenebrosa e senza speranza.

scena

An Elephant Sitting Still (2017): scena

Gli altri due protagonisti sono Huang ling, compagna di classe di Wei Bu, ed il gangster Yu Cheng.

 

La prima non è dissimile da Wei Bu; suo padre l'ha abbandonata da piccola con la madre costretta da sola a crescerla in condizioni economiche precarie inoltre come se non bastasse la donna è un'alcolizzata e non prova il minimo affetto nei confronti dellla figlia considerandola solo un peso.

 

Yu Cheng è invece un criminale atipico, il suo scopo non è il denaro ed infatti proviene da una famiglia benestante. Lui ha compreso realmente come gira la società, arrivista e spietata e non vorrebbe farne parte dunque la vita criminale è un mezzo attraverso il quale staccarsi da tutto e tutti.

 

An Elephant Sitting Still oltre a mostrare un pessimismo leopardiano, analizza con spietatezza alcuni parametri sociali e nello specifico il regista si fionda con un dente avvelenato sul sistema scolastico.

La scuola viene vista da molti ragazzi come un porto sicuro dove lasciarsi alle spalle sia i problemi familiari e sia cercare di incominciare a costruirsi un futuro ma in realtà non è così, almeno nella visione del regista.

A tal proposito indicativo un confronto fra Wei Bu ed un suo professore con quest'ultimo che senza giri di parole ammette di non interessarsi minimamente dello studente in quanto finirà a vendere cibo in strada.

 

Un altro aspetto determinante, messo in scena in modo agghiacciante, è la critica al disinteresse mostrato nei confronti degli anziani. Pensiamo alla nonna di Wei Bu, morta da sola nel suo letto nell'indifferenza più totale e scoperta quasi per caso dal nipote, il quale era andato a trovarla solo con l'obiettivo di ottenere dei soldi.

scena

An Elephant Sitting Still (2017): scena

Singolare l'approccio stilistico che ricorda un certo cinéma vérité ma con delle anomalie; Hu Bo riorerrà spesso alla macchina a mano soprattutto quando deve segue il vagare senza meta dei suoi soggetti tuttavia la posizione e le angolazioni sono strane; ad esempio la semi-soggettiva dal basso che inquadra le spalle dell'attore, ignorando completamente la testa è più volte presente e sembrerebbe quasi evidenziare una sorta di spersonalizzazione del soggetto ormai in balia del caos più totale.

 

Non mancheranno poi i campi totali con macchina da presa fissa che osservano i lunghi silenzi dei soggetti, disperati e consapevoli di non avere un futuro.

Paradigmatico il lungo piano sequenza (verso la fine) con carrellata orizzontale che riprende l'interno di una desolata e deprimente casa di riposo i cui ospiti si trovano nella più totale solitudine e sembrano solo aspettare la morte; movimento di macchina che poi si rivelerà essere una soggettiva raccapricciante di Wang Jing che sta osservando sconcertato la sua prossima "casa".

 

Intrigante anche la colonna sonora composta prevalentemente da un motivo elettronico ipnotico.

scena

An Elephant Sitting Still (2017): scena

«L'umanità non cambierà mai con l'avanzare del tempo, la vita non migliorerà mai, è solo agonia»

 

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati