Trama

Eduard ha la barba bianca, il passo incerto e la schiena un po' ricurva. Porta il peso dei suoi 92 anni, ma anche quello di un passato denso di ricordi ed emozioni che il suo volto segnato lasciano trasparire ma il suo atteggiamento scorbutico e distaccato non lasciano penetrare. Il passato riemerge prepotente alla morte della moglie ma la figlia Uli, una donna un po' nevrotica che già pensa di metterlo in una casa di riposo, e la nipote Adele,  una ragazza che vive alla giornata totalmente disinteressata alle storie del passato, non sembrano esserne a conoscenza. Eduard, invece, a dispetto di tutti è una forza della natura: ora può  finalmente  ricomporre il puzzle del suo passato e mettere in ordine i ricordi che lo hanno accompagnato e tormentato per una vita intera. Con un cappello da cosacco estratto da un vecchio baule e una valigia con poche cose dentro, non esita a salire su un treno diretto a Kiev, in Ucraina, lasciando alla figlia Uli giusto un biglietto con un rapido saluto. Uli ha solo il tempo di allertare Adele, che lavora in un bar nei pressi della stazione,  per farla correre alla ricerca del nonno e convincerlo a scendere dal treno. Ma il vecchio Eduard non ha alcuna intenzione di essere dissuaso dai suoi piani e Adele si ritrova, suo malgrado, in partenza per un lungo viaggio nei ricordi personali del nonno, ma anche nella Storia. Un viaggio inaspettato e pieno di sorprese che, sullo sfondo della guerra civile Ucraina del 2014, porterà Eduard a riconciliarsi con il suo passato e, Adele, a capire quanto sia importante, per la propria identità, conoscere e accettare le proprie radici.

Approfondimento

L'ULTIMO VIAGGIO: UN NONNO, UNA NIPOTE, UN SEGRETO

Diretto da Nick Baker Monteys e sceneggiato dallo stesso con Alexandra Umminger, L'ultimo viaggio racconta la storia della riscoperta del proprio (doloroso) passato da parte di un novantaduenne tedesco. Il tutto ha inizio a Berlino nella primavera del 2014: l'irrequieta Adele si sta godendo la sua vita da single, lavora come cameriera in un bar, ha rapporti occasionali, ed è costantemente in conflitto con la madre Uli, che disapprova il suo lavoro e il suo stile di vita. Il capofamiglia Eduard Leander, padre di Uli e nonno di Adele, è un vecchio testardo con uno scarso spirito familiare. Quando la nonna muore, madre e figlia si ritrovano a fronteggiare la decisione di metterlo in una casa di riposo. Ma Eduard ha programmi diversi: pochi giorni dopo il funerale, lascia a Uli una breve lettera di addio. È intenzionato a partire per l'Ucraina ed è salito su un treno diretto a Kiev. Uli ha giusto il tempo di allertare la figlia, che lavora vicino alla stazione, e pregarla di andare di corsa a dissuadere il nonno e farlo scendere dal treno. Adele accetta con la massima riluttanza ma, contrariamente alle aspettative, si ritrova di fronte un vecchio determinato che non ha alcuna intenzione di modificare i suoi propositi. Adele non ha altra scelta se non proseguire con lui fino alla fermata successiva. L'ultimo viaggio di Leander nell'Europa dell'Est è già in pieno svolgimento. A Francoforte conoscono Lew, ragazzo dalle origini russe ma cresciuto in Ucraina, diretto anche lui a Kiev. Il nonno stringe facilmente amicizia con Lew, gli ricorda i cosacchi con i quali ha vissuto e combattuto durante la Seconda Guerra Mondiale quando era un giovane soldato. E Adele, dapprima scontrosa, viene a sua volta catturata dal fascino virile dell'Est europeo. Durante un viaggio notturno i due finiscono per consumare un rapporto nel bagno del treno. Il giorno seguente le competenze linguistiche di Lew si rivelano estremamente utili quando entrano in Ucraina e Lew riesce a gestire gli ispettori di frontiera, poiché Adele non ha con sé il passaporto. Arrivati in Ucraina, Adele scopre finalmente il motivo del viaggio del nonno: sta cercando il suo amore perduto in gioventù, una donna con cui non è più in contatto da molti anni. La ricerca li condurrà in un museo storico dove incontrano Jurij, al quale Eduard racconterà la sua storia. Durante la guerra, Eduard era il comandante del secondo Squadrone di Cavalleria Cosacca; in quel momento molti cosacchi combattevano al fianco dei tedeschi. Catturato, aveva quindi trascorso sette anni in un Gulag. Era stato separato da una donna di nome Svetlana, una cosacca, la stessa che ora sperava di ritrovare. Nel 1964, esattamente 50 anni prima, lei gli aveva inviato una foto ma purtroppo senza indirizzo. Adele capisce così che il nonno sta cercando l'amore della sua vita. Jurij ritiene che ci debba essere un file KGB su Svetlana ma, negli archivi, non trova nulla. Il viaggio sembra arrivato a un punto morto ma Eduard ancora non ha perso le speranze. Chiede a Lew di portarlo nel vecchio villaggio di Svetlana, nei pressi della frontiera russo-ucraina. Adele non si sente sicura ma è ormai curiosa di approfondire il passato del nonno e non riesce a tornare indietro. Uli è sempre più preoccupata per la sua famiglia e vuole raggiungerli. Apprende dalla radio che la Russia ha invaso la Crimea. Nel frattempo, Eduard, Adele e Lew riescono ad arrivare all'antica Cossackland, al confine con la Russia, terra di tensioni, dove i separatisti pro-russi stanno per scontrarsi con gli ucraini.

Con la direzione della fotografia di Eeva Fleig, le scenografie di K.D. Gruber, i costumi di Heike Fademrecht e le musiche di Christoph Berg, L'ultimo viaggio viene così raccontato dal regista: "L'ultimo viaggio non è la storia del viaggio di un eroe ma piuttosto quello di un antieroe. Del resto, come potrebbe essere altrimenti quando il protagonista è un ex ufficiale della Wehrmacht? Eduard Leander è uno degli ultimi della sua specie, è parte di una generazione che si sta estinguendo. Insieme alla nipote Adele inizia il viaggio della vita, alla ricerca del suo grande amore. Ma la storia del passato di Eduard, durante il viaggio attraverso l'Ucraina, si trasforma e diventa la storia del futuro di Adele. Il punto non è riaprire vecchie ferite, ma riconoscere e capire il significato della Seconda guerra mondiale per la generazione di oggi. Come conviviamo con il passato tedesco? Non ha significato per noi perché non vi abbiamo preso parte, o in realtà il passato ci influenza più di quanto pensiamo? I sentimenti di colpa di Eduard, il rimorso e la sua incapacità di articolarli non hanno soltanto condizionato gli ultimi settanta anni della sua vita, ma anche il destino della sua famiglia. Questo uomo colpevole, traumatizzato, che si è innamorato durante la guerra, non è più stato in grado di amare in seguito, nemmeno la sua stessa famiglia. Gli sono rimaste profonde cicatrici mentali che hanno avuto ripercussioni anche sulla generazione successiva. Forse la domanda più importante che la nostra storia alla fine solleva è la seguente: può Adele rompere il cerchio? O resterà prigioniera del passato, proprio come è accaduto a sua madre e a suo nonno? L'ironia del destino ha voluto che mentre stavamo sviluppando la storia, l'Ucraina è stata sopraffatta a sua volta dal proprio passato. Al confine tra l'Ucraina e la Russia, proprio nelle zone dove viaggiano i nostri protagonisti è scoppiata nel 2014 una guerra civile. Il viaggio di Eduard e Adele è diventato così ancora più esplosivo, anche perché le origini di questa guerra risalgono in parte all'invasione tedesca del 1941. Durante la seconda guerra mondiale molti ucraini hanno combattuto insieme ai tedeschi contro il regime sovietico, e i separatisti pro-russi dell'Ucraina orientale ancora lanciano accuse verso gli ucraini coinvolti, attaccati come "fascisti" e diffamati. È meno noto che molti cosacchi combatterono con i tedeschi. Questi ultimi potevano venire etichettati come "traditori" o anche semplicemente collaboratori” ma in L'ultimo viaggio è l'aspetto umano che è in primo piano: i tedeschi "rigidi" e i cosacchi, "amanti del divertimento" non solo erano in grado di combattere insieme, ma anche di vivere insieme e amarsi, e questo nonostante la propaganda nazista, che etichettava gli slavi come sub-umani. Tutto questo, naturalmente, ci racconta molto sulla tragedia della guerra dove un nemico può diventare altrettanto forte come amico. Soprattutto la storia di Edward dimostra che il senso di umanità alla fine prevale sempre, anche a dispetto di folli ideali politici che tentano di dividere le persone. Ma ciò che è significativo nella nostra storia non è tanto la questione della colpevolezza tedesca nel conflitto tra ucraini e russi quanto il riconoscimento che, a livello umano, un tedesca come Adele e un ucraino russo come Lew finiscono per avere lo stesso problema: il loro passato. Le radici di Lew sono sia ucraine sia russe, ma lui è un uomo d'Occidente e si sente ucraino. Suo fratello minore Boris, d'altra parte, si sente russo. Per noi è molto importante che entrambe le parti di questa guerra odierna siano carne e sangue. Non cerchiamo di scoprire chi abbia ragione in questo conflitto e non cerchiamo di etichettare Eduard come buono o cattivo anche se è chiaramente classificato come "colpevole". Ciò che dà luce al film è invece l'importanza dei nostri rapporti con le nostre famiglie, le forze che li hanno forgiati, e che riguardano ognuno di noi. E alla fine, Adele e Lew affrontano la stessa questione: vogliamo veramente essere prigionieri del nostro passato? Siamo condannati a commettere gli stessi errori ancora e ancora?".

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Il cast

A dirigere L'ultimo viaggio è Nick Baker Monteys. Nato a Berlino nel 1964, è cresciuto in Svezia, Inghilterra e Kenya, ha studiato in Scozia e viaggiato in Asia e Africa. È regista e sceneggiatore. Il suo debutto Der Mann, der über Autos sprang racconta la storia di un uomo, interpretato da Robert Stadlober, che… Vedi tutto

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Uscito nelle sale italiane il 26 marzo 2018
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