Espandi menu
cerca
Il navigatore

Regia di Buster Keaton, Donald Crisp vedi scheda film

Recensioni

L'autore

Eliaabbondanza

Eliaabbondanza

Iscritto dal 10 gennaio 2019 Vai al suo profilo
  • Seguaci 12
  • Post -
  • Recensioni 15
  • Playlist -
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su Il navigatore

di Eliaabbondanza
10 stelle

Una meraviglia,una gioia per gli occhi,irresistibile e geniale,proprio come il suo autore: un Buster Keaton in stato di grazia.

Una meraviglia! Ecco cos'è questo gioiello del cinema comico muto: una meraviglia, una gioia per gli occhi. Semplicemente irresistibile, straordinariamente geniale, proprio come il suo artefice, un Buster Keaton in stato di grazia. Che artista! Il suo contributo al cinema comico è paragonabile per influenza, innovazione e importanza a quello messo in atto per il cinema drammatico da Ejzenstejn e Griffith. Al giorno d'oggi si parla ( veramente) troppo poco di lui, del suo estro, della sua creatività,  delle sue trovate, del suo Cinema ( cinema che ha fatto ridere,  divertire, intrattenere, sognare migliaia di persone negli anni'20 e all'inizio degli anni'30, per poi subire un lento ma inesorabile declino con l'avvento del sonoro, portando Keaton, scosso anche dall'improvviso crollo della sua vita coniugale, alla dipendenza da alcool, a una voglia sempre più potente e lancinante di autodistruzione: deluso, spaesato, incredulo). La televisione non trasmette mai le sue pellicole ( concedendo più spazio alle comiche di Stan Laurel e Oliver Hardy, gli unici, o quasi, appartenenti a quel periodo ad essere ancora oggi ricordati e celebrati adeguatamente), e tra i giovani cinefili c'è un preoccupante calo di curiosità, curiosità che forse li spingerebbe a cercare, interessarsi, approfondire la loro passione, e a non ignorare l'importanza, la grandezza dell'epoca del muto( limitandosi a visionare pellicole più moderne e contemporanee ) e l'influsso che tutt'oggi esercita sui cineasti di tutto il mondo. Infatti, nel corso degli anni, sono stati molteplici i registi e interpreti che hanno omaggiato Keaton, estasiati, attirati dalla sua arte: Jacques Tati (con il suo monsieur Hulot), Mario Monicelli( vedasi la corsa finale nella macchina, al cui freno è collegata una bomba, nel film co-diretto con Steno "Totò cerca casa "), Woody Allen (specialmente nella prima parte della sua carriera, con Il dormiglione e Prendi i soldi e scappa), Steven Spielberg (con la serie Indiana Jones, le cui roccambolesche e pirotecniche imprese possono in qualche modo rimandare alle disavventure di Keaton), la coppia Sellers- Edwards ( che ha dichiarato in più occasioni di essersi ispirata a lui per la costruzione dei personaggi dell'ispettore Clouseau e di Hrundi V. Bakshi), fino ad arrivare a Jackie Chan, nonché ai cartoni animati dei Looney Tunes realizzati da Chuck Jones! È quindi un peccato constatare che la sua eredità artistica stia( parzialmente )scivolando nel dimenticatoio. Opere come Accidenti, che ospitalità!( superlativa satira ancora attuale sugli usi e costumi del sud degli Stati Uniti), Il cameraman( somma riflessione sulla natura dell'arte, dove, tra l'altro ,compare una delle partite di baseball più irreali e spassose che il cinema abbia mai realizzato), Le sette probabilità ( che ha all'attivo una memorabile sequenza di inseguimento finale), i cortometraggi girati a inizio carriera( in particolar modo "Poliziotti" e "Sogni ad occhi aperti") sono tuttora godibili, divertenti, ricche di invenzioni registiche all'avanguardia, coinvolgenti, surreali( non è un caso che tra i suoi estimatori vi sia Luis Bunuel, la cui decisione di intraprendere la carriera cinematografica é stata dettata  dalla visione di La palla n.13), ben lontane dal sentimentalismo e dal pathos di Chaplin, e meriterebbero di essere proiettate nelle scuole, per inculcare alle nuove leve la magia, lo splendore della settima arte, l'essenza dell'umorismo e della comicità( assieme alle pellicole di Harold Lloyd, Charlot, Groucho Marx , W.C .Fields, Bo Hope...se questo accadesse ci sarebbero più speranze per il futuro...). Purtroppo, al contrario del suo illustre collega Chaplin( che seppe abbandonare il ruolo del vagabondo per cimentarsi in progetti differenti e ambiziosi, arrivando ugualmente a raggiungere vette insormontabili, quali Monsieur Verdoux , e Il grande dittatore) Keaton non riuscì a trasformare, rinnovare il suo personaggio, a farlo parlare( anzi: era inammissibile solo pensarlo!), anche perché non avrebbe mai funzionato: il suo stile era troppo legato all'effetto visivo, alla slapstyc, violenta, irrefrenabile, travolgente. Lasciò quindi i panni di regista e creatore, limitandosi a interpretare parti secondarie in film di altri, a volte vere e proprie apparizioni( prima della rimonta avvenuta all'inizio degli anni'60, dove, oltre alla consegna dell'oscar alla carriera e al restauro di numerosi suoi capolavori, ottenne, un anno prima della sua morte, un ruolo da protagonista nel prestigioso, sperimentale,indimenticabile cortometraggio FILM, scritto da S. Beckett  e diretto da Alan Shneider, regalandoci un intenso, struggente testamento artistico di rara bellezza), di cui vanno ricordate almeno due: quella in Luci della ribalta( come non citare il meraviglioso, sublime duetto tra lui e Chaplin, unica, pregevole occasione per vedere questi due mostri sacri recitare uno accanto all'altro) e quella in Due marines e un generale. Quest'ultimo, a dire il vero, é un prodotto alquanto dozzinale, scontato, privo di valore, sgangherato, ma rimane comunque interessante il confronto tra antico e moderno, tra comicità visiva e comicità parlata: quello tra Keaton e la coppia sicula Franchi e Ingrassia, che in sua compagnia seppe dare il  meglio, in preda all'ammirazione e alla riconoscenza che tale occasione gli offriva( come ricorda il regista Luigi Scattini in un intervista:" Franco Franchi  era preso da Keaton in modo incredibile,  lo guardava, osservava ogni movimento che faceva; lui capiva che era oggetto di ammirazione da parte dei due, e si sentiva lusingato."), ricordandola ( anche negli anni a seguire) come l'esperienza più significativa ed emozionante di tutta la loro carriera(da un intervista fatta a Franchi:" Buster Keaton? Che uomo meraviglioso, che attore! Degno di Chaplin, il gran mostro, e forse in certe cose maggiore di lui.Lei mi chiede se non rideva proprio mai fuori scena? Macché, era allegrissimo, simpatico, gioviale, pieno di battute. Ma poi, come la macchina da presa lo inquadrava,tac, come se gli avessero calato una maschera. Diventava di marmo, quella sua faccia cosi scintillante di spirito..."). 

IL NAVIGATORE,oltre ad essere uno dei migliori esempi della sua capacità di far cinema, di far ridere ed insieme emozionare, é uno dei miei preferiti all'interno del suo itinetario. Dopo un esemplare prologo ,magnificamente diretto e congegnato, ci si getta a capofitto in una folle odissea dal movimento frenetico e inarrestabile, una lotta per sopravvivere da cui emergono garbate annotazioni satiriche sul rapporto tra i due sessi e sull'ozio di una certa nobiltà,  ormai totalmente inerme e annoiata davanti al troppo benessere( memorabile a tal proposito la sequenza in cui i due protagonisti tentano di farsi da mangiare con esiti totalmente disastrosi e fallimentari).Pieno di ritmo e di brio, con un perfetto uso dei meccanismi comici, dello spazio,degli oggetti,della fisicità ( Keaton é consapevole delle sue immense potenzialità di acrobata e clown, e le sa impiegare in maniera impareggiabile, con grande maestria e professionalità), notevole per il miracoloso tempismo e per l'abilità nel far scattare la risata con cui Keaton ha saputo mettere in atto le varie gag( molte delle quali andrebbero inserite in un ipotetica antologia dei suoi pezzi di bravura più eccelsi), arrivando a creare una trama coesa, armoniosa,mai frammentaria,che sprigiona qua e la momenti, lampi di strepitosa buffoneria.Grande spasso,con un finale carico di suspene e tensione davvero avvincente! Nonostante sia passato quasi un secolo dalla sua prima uscita nelle sale, non risulta affatto datato,anzi: raramente mi sono divertito tanto come durante la visione di questa pellicola, la cui stupefacente riuscita non é dovuta solo alla successione continua di gag grandiose o dal modo in cui queste derivano dalle situazioni e dai personaggi,invece di essere isolabili dalla storia del film,ma anche dalla sua capacità di essere superlativo ad ogni livello: umorismo, suspence,studio dei personaggi, precisione tecnica( come afferma un libro dedicato al grande artista americano). Vorrei concludere citando,ancora una volta,Mario Monicelli:" Per eseguire la farsa, che rimane la forma comica più alta e difficile,occorrono tempi perfetti: una sola sbavatura,un secondo di più o di meno compromette il risultato, e la risata se ne va. I caratteri,che erano fissi come maschere,dovevano essere pennellati con precisione assoluta." In questo Keaton é stato un maestro, riuscendo nell'impresa meglio di chiunque altro. Ed è per questo che Il navigatore é un film da recuperare il più presto possibile!

Voto:9/10.

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati