Espandi menu
cerca
Le onde del destino

Regia di Lars von Trier vedi scheda film

Recensioni

L'autore

steno79

steno79

Iscritto dal 7 gennaio 2003 Vai al suo profilo
  • Seguaci 218
  • Post 21
  • Recensioni 1470
  • Playlist 106
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su Le onde del destino

di steno79
8 stelle

Lars von Trier è un regista bravissimo dal punto di vista tecnico, sa dove posizionare la macchina da presa per dare un senso alla ripresa, sa dirigere alla grande gli attori, sa valorizzare il contenuto plastico dell'immagine, sa conferire il ritmo adeguato al montaggio. Allo stesso tempo è un provocatore innato, gli piace proporre storie estreme per analizzare tematiche impegnative su carnalità e spiritualità, ma dietro questo partito preso si cela spesso una gran dose di furbizia, e non altrettanta profondità. Emblematico di queste contraddizioni è il celebrato Breaking the wawes: raramente si è visto un uso più funzionale delle riprese con la macchina a mano, raramente il paesaggio è stato così ben valorizzato dal punto di vista figurativo in un film contemporaneo, raramente si è assistito ad un'interpretazione dello spessore e dell'intensità di quella di Emily Watson nel ruolo di Bess (anche se un sospetto di istrionismo spinto all'eccesso resta, ma personalmente avrei assegnato l'Oscar all'attrice, che fu solo candidata). Il racconto è caratterizzato da un respiro ampio soprattutto nella prima parte, diviso in capitoli introdotti da siparietti digitali un pò naif ma gradevoli; nella seconda parte, però, non tutti i nodi vengono al pettine e si avverte uno squilibrio fra la magnificenza della forma e una trama perlomeno ambigua, dove la protagonista accetta un martirio personale per compiacere un marito sadico che la spinge alla degradazione più totale con motivazioni che non risultano chiarite molto bene in sede di sceneggiatura, mentre il finale con la sua aura di redenzione e un improbabile miracolo può risultare addirittura irritante (personalmente non mi sono scomposto più di tanto rispetto alle reazioni incazzate di altri spettatori); se lo si confronta con il miracolo finale di Ordet, il paragone va tutto a vantaggio del film di Dreyer, ispirato da una religiosità decisamente più sincera. Nel cast meritano un apprezzamento anche la brava Katrin Cartlidge, musa di Mike Leigh scomparsa precocemente, Stellan Skarsgard che riesce a caratterizzare efficacemente un personaggio a dir poco odioso e il "solito" Jean-Marc Barr.
voto 8/10

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati