Espandi menu
cerca
Crocevia per l'inferno

Regia di John McNaughton vedi scheda film

Recensioni

L'autore

woody

woody

Iscritto dal 26 aprile 2002 Vai al suo profilo
  • Seguaci -
  • Post -
  • Recensioni 283
  • Playlist 72
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi
Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Crocevia per l'inferno

di woody
8 stelle

L'impossibilità di essere normali o l'odiosità di una vita piccolo-borghese sintetica e fasulla in una provincia tanto polita e perfettina da rasentare l'incubo massimo? Tra praticelli di moquette, casette da barbie, un ordine maniacale che regna ovunque in una cittadina tirata a lucido, la disturbatissima Pam Anderson (!), segnata da un’infanzia traumatica e da vari impregiudicati problemi trascinatisi da allora, non può non ribellarsi al tentativo del proprio marito, il ligio e metodico Chris, di omologarla in un quadretto familiare da cui si sente completamente aliena. Pressocché estraniata dalla realtà, impedita a relazionarsi con gli altri, chiusa in una macrovisione dell’universo distante milioni di anni luce dal mondo che la sottrae ad una focalizzazione dolorosa della sua piccola realtà individuale, obbligherà il proprio compagno - anche lui peraltro inconsapevolmente già fuori schema - a compiere atti irreparabili. Proprio costui, vischiosamente attratto a lei, finirà per seguirla fino in fondo optando per la medesima condotta irragionevole (ma non irrazionale) ed irrimediabilmente autodistruttiva. Questa rilettura moderna del mito di Bonnie e Clyde predilige, quindi, non la trascinante ed adrenalinica ribellione suicida di chi si pone al di fuori della società e delle sue regole per sentirsi libero e vivo (bruciandosi), bensì l’ineluttabile necessità - e conseguente rifiuto per il suo opposto - di una vita vissuta in spregio a quella ritenuta da tutti come ideale (mero surrogato artificiale ed insapore di quella genuina ed autentica), ricercando una propria identità non uniformata ed inserita in un plastico modellato da estranei. Una sottile ma importante differenza. Atmosfera e direzione "ospedaliere" protendono verso il lindore estremo e l’asetticità totale. Il taglio adottato, chirurgico, gelido, scevro da ogni frastagliatura o picco emotivo, oltremodo veristico, è finalizzato a descrivere più la piatta euritmia di un’esistenza apatica e sintetica che le conseguenze tipiche di un amour fou. Depurato da ogni umoralità, non adottando nessun particolare punto di vista che non sia la drastica, distaccata e lucida osservazione clinica dello svolgimento, McNaughton, dopo “Henry - Pioggia di Sangue” incide un’altra scultura di ghiaccio destinata a spiazzare lo spettatore non concedendogli altra emozione che non sia la raggelante constatazione di una suprema, incontrovertibile insensatezza ed impotenza di fronte all’assurdo quotidiano in un simile contesto. Incurabile il senso di sgradevolezza ed avversione che ci coglie nell’appurare, inoltre, quanto fasullo sia il “sogno” tutto americano di riparare in provincia, lontano dai presunti orrori della città. L’orrore si annida invece nella disumanizzante località dove il contatto umano è inesistente, i vicini fantasmi, la materia linda e l’ordine sovrano (curatissimo ogni dettaglio: il posizionamento del mobilio, gli abiti stirati, le barbe rifinite, ecc.) inibiscono qualsiasi pulsione naturale; nulla accade, gli avvenimenti latitano così come le attrazioni. Prigionieri del vuoto, più enorme e spaventoso del vuoto siderale che Pam (elemento disturbante figlia del caos primordiale), intelligentemente, non temeva quanto quello che la circondava così da vicino.

Su Luke Perry

Insopportabilmente odioso. Non solo il personaggio. Recitazione ad effetto lassativo.

Su Ashley Judd

Che sorpresa! Sogno o son desto? Fagocita la scena, fa di Perry un sol boccone, impersona ottimamente la sfasata suscettibile di mutamenti emotivi improvvisi ed incapace di sostenere la sofferenza altrui. Passa da uno stato all'altro con sorprendente facilità. Unico gap la bellezza. Ideale il suo visino dai connotati ad hoc per un film che necessitava che tutto fosse perfetto al punto da nauseare lo spettatore, però in altri casi potrebbe risultare controproducente. Già, se non fosse così dannatamente caruccia forse...

Su John McNaughton

Regista maledetto. Nonostante l'accanimento di Moretti, "Henry - Pioggia di Sangue" è una perla contemporanea. Lo stile prosciugato con cui ci sbatte in faccia una realtà nuda ed indesiderabile risulta implacabile e disturbante. Pertanto, ammirevole.

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati