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Euthanizer

Regia di Teemu Nikki vedi scheda film

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La recensione su Euthanizer

di mm40
5 stelle

Veijo ripara motori e, sottobanco per arrotondare, esegue eutanasie ad animali domestici purchè anziani o sofferenti. Un giorno gli viene portata una cagna sana, ma di troppo per ragioni economiche, e decide di adottarla anziché abbatterla. Trattamento che invece riserverà al suo padrone.

Euthanizer è un film crudo, ma indubbiamente colmo di fascino nella sua semplicità e nella maniera diretta in cui affronta gli argomenti che la sceneggiatura, firmata dallo stesso regista, propone; perfino didascalico, si potrebbe dire, a tratti. Ma si tratta parimenti dell’ennesima dimostrazione di come nei paesi scandinavi si riesca con budget modesto, attori sconosciuti al pubblico internazionale e argomenti scabrosi a realizzare del vero cinema, lontano da stereotipi televisivi, buonisti (accomodanti in funzione dei gusti del pubblico, si intende) e genericamente ‘modaioli’. Teemu Nikki, giunto alla sua opera terza, confeziona una pellicola dalla durata limitata – appena un’ora e ventitrè minuti – ma dai temi importantissimi, con pochi personaggi, dialoghi spesso laconici eppure tanta materia di riflessione. L’eutanasia, il rapporto fra esseri umani e animali, la condizione innaturale dell’uomo moderno, il senso di giustizia applicato all’esistenza terrena e la voglia, tipica dell’uomo, di sostituirsi a Dio; la stretta connessione fra amore e morte, il concetto di pietà (misericordia), la violenza esasperata quanto inutile dei nostri giorni: in Euthanizer c’è tutto questo e ancora altro, ma detto con parole povere – non per questo meno vere – e con un evidente senso di sconforto legato a una critica sociale intrinseca al film. La morte, in tutto ciò, è l’argomento principe di un lavoro che si apre con l’uccisione deliberata e si chiude con il suicidio, come un cerchio perfetto. Non mancano, come rilevato, difetti: alcune soluzioni logiche appaiono avventate e discutibili, così come la volontà di risaltare domande importanti e urtanti mette talvolta in luce situazioni finalizzate a turbare (gratuitamente?) lo spettatore. Apprezzabile la prestazione di Matti Onnismaa, protagonista noto in patria ma non altrettanto da noi. 5,5/10.

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