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Dumbo

Regia di Tim Burton vedi scheda film

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La recensione su Dumbo

di robotpb
3 stelle

Non un film, ma un prodotto commerciale utile a tenere in piedi la macchina-da-sogni-per-famiglie-borghesi,  ben ideata e ancora ben oliata dal caro estinto, ma sempre-multinazional-pop ladro-di-desideri, Walt Disney.  A Tim Burton, il regista: << Hey Ho Let's Go!!!>>

Se una recensione prettamente cinematografica volete leggere,

lasciate questa pagina, o voi, che vi ci siete imbattuti, perchè 

purtroppo io non so scrivere recensioni, con ciò scusandomi, 

seppur non basti a giustificarmi. Tanto più che proprio questa 

non avrei voluto farla, lasciando che l’oblio del tempo offuscasse 

questo film, com’è giusto che sia... o, meglio, questo prodotto 

commerciale (in altro modo non riesco a parlarne) utile a 

tenere in piedi la macchina-da-sogni-per-famiglie-borghesi, 

ben ideata e ancora ben oliata dal caro estinto, 

ma sempre-multinazional-pop ladro-di-desideri, Walt Disney. 

E già starete obiettando che dietro la macchina da presa c’era 

il regista di Edward, mani di forbice, Nightmare before Christmas,

la stessa mano che aveva disegnato i caratteri dei personaggi di 

quei favolosi film e del racconto minimal-malinconico del bambino ostrica

(episodio 1 sottotitolato in italiano della trasposizione animata dallo stesso Burton

The world of Stainboy : https://www.youtube.com/watch?v=2vhfsGe8me8),

che fin dal titolo omaggia una generazione visionaria d’illustratori 

americani per la letteratura dell’infanzia, come Jim Flora e 

il suo Grandpa's ghost stories

(versione semi-animata di questo classico della lettertura dell'infanzia: https://www.youtube.com/watch?v=rnJZk7jbAAs&list=PLARkc7hA-py8hxcFNMD0k6zdxl4wKbFO7),

ma io dell'immaginario burtoniano non ho visto (di)segno! 

Questo soprattutto m'è dispiaciuto: che gran nostalgia della visionarietà dark 

di Tim Burton (che titilla anche la fantasia mostruosa dei più piccoli!!! 

accompagnandoli serenamente per mano alla scoperta delle loro paure primitive, 

scoperta che non possono fare con gli abusati supereroi/ne nel loro mondo iperrealista). 

Eppure Burton di materiale a disposizione da tradurre nel suo segno gotico 

ne aveva tantissimo, a partire dalle mitiche figure che animavano i 

carrozzoni ambulanti dei Freak show, dell'epoca precipua in cui la storia 

è ambientata, poco prima giusto della scomparsa di tali spettacoli, 

con l'avvento delle primordiali macchine cinematografiche (perdipiù anche 

amorevolmente citate in conclusione del film). Purtroppo, alla fine, 

anche la critica ai parchi-divertimento, con la distruzione di quello nel film, 

alla Disneyworld, per intenderci, e ai circhi con animali sono solo specchietti per (noi) allodole.

 

Messaggio aperto a Tim Burton: << ti ricordi di quando ascoltavi i Ramones?>>

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