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Ride

Regia di Valerio Mastandrea vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Ride

di alan smithee
6 stelle

locandina

Ride (2018): locandina

TFF 36 - CONCORSO
"Rido per non piangere" si suol dire con l'amarezza e il sarcasmo del caso.
Carolina, mamma trentenne, si ritrova a gestire di punto in bianco la drammatica situazione che deriva dalla morte improvvisa del marito Mauro.
Un caso di morti bianche come tanti, destinato ad indignare e ad attirare attenzioni subitanee con la fiammata di un fuoco di paglia mediaticamente potente quanto effimero.
Ma la gestione del drammatico fatto coglie Caterina impreparata a tal punto da non riuscire - lei a differenza di ogni altro, a parte il figlioletto decenne - "ma io non piango perché sono un bambino" - si schermisce il piccolo - a provare ancora una vera, appropriata forma di dolore che la spinga ad affrontare dignitosamente quel lutto devastante accaduto senza preavviso alcuno.

Chiara Martegiani

Ride (2018): Chiara Martegiani

Chiara Martegiani

Ride (2018): Chiara Martegiani

Nel frattempo assistiamo ai dettagli di vita di un anziano operaio in pensione, raggiunto per l'occasione dal figlio ribelle, comprendedo poco per volta che collegamenti esistono tra i due e la moglie del morto.
Ride, opera prima sentita e accorata di un attore eccezionale quale è Valerio Mastandrea, appare - per una volta appropriatamente - un autentico film inerente le difficoltà di gestione di un lutto, di una perdita troppo fondamentale e determinante per essere affrontata senza un debito preavviso.
Mastandrea incede determinato, a passo sicuro, scoprendo sin troppe angolazioni di dolore e sfaccettature inespresse della costruzione di un dolore che pare latitare, e apparire incongruamente inesistente, ma che invece si coltiva dentro in attesa di una eruzione improvvisa senza controllo.

Chiara Martegiani, Stefano Dionisi

Ride (2018): Chiara Martegiani, Stefano Dionisi

Walter Toschi

Ride (2018): Walter Toschi

E l'angolo dedicato ai piccoli, alle ingenue ansie di fondo che li sorprendono intenti a gestire la vicenda con la lucidità disarmante di un'età inevitabilmente immatura ma non per questo incapace di provare sentimenti - appare decisamente forzata e sopra le righe.
E se la pur valida e sensibile Chiara Martegiani finisce sin troppo per ricalcare espressioni ed atteggiamenti tipici del personaggio indolente ed arrendevole che Mastandrea attore ha mirabilmente saputo costruire lungo un trentennio di carriera teatrale e cinematografica, ecco che la parte dedicata al padre e al figlio sconsiderato e prodigo, appare invece potente, opportuna e toccante.
Merito soprattutto di un duetto di attori straordinari ed in stato di grazia come lo sono Renato Carpentieri (sempre e comunque), ed un ritrovato, meraviglioso Stefano Dionisi che personalmente purtroppo mancava dal mio cinema ormai da circa un ventennio. Eccezionali entrambi.

Arturo Marchetti

Ride (2018): Arturo Marchetti

Renato Carpentieri, Stefano Dionisi

Ride (2018): Renato Carpentieri, Stefano Dionisi

E se il film ha sin troppe pretese, sfiorando anche la dinamica delle proteste di categoria, nel suo complesso può comunque definirsi un esordio imperfetto ma costruito di petto, con un atteggiamento inversamente proporzionale all'apatia imbarazzante che coglie la impreparata e stordita protagonista nella gestione di un lutto troppo improvviso per poter essere assimilato nella misura in cui dovrebbe.

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