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Stanlio e Ollio

Regia di Jon S. Baird vedi scheda film

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La recensione su Stanlio e Ollio

di pazuzu
7 stelle

Ad interpretare il duo negli ultimi anni di carriera sono due attori che si superano in quanto a capacità mimetiche: Coogan e Reilly sono infatti incredibilmente vicini agli originali, riproducendone al meglio tic, guizzi movenze; a ciò si aggiunge il merito del regista di aver calato il racconto in un'atmosfera generale romantica malinconia,

 

Stan & Ollie di Jon S. Baird, inizia a Los Angeles, in California, con un piano sequenza: è il 1937, e Stan Laurel e Oliver Hardy, che oltre ad essere una coppia comica, la più famosa del momento, sono anche amici, parlano di fatti personali e non solo. A Stan è scaduto il contratto, e chiedendo l'appoggio del compare intende rivendicare, per il nuovo, una percentuale sugli introiti dei film, come fa Charlie Chaplin, come fa Buster Keaton; nonostante Oliver non sia convinto, Stan tiene fede al proposito, ma il produttore gli dà il benservito.
Con uno stacco si passa al 1953: Stan & Ollie, per il pubblico, sono dei grandi che appartengono al passato. I due attori, tornati a Newcastle in Inghilterra, decidono di tornare in pista partendo dal teatro e con l'obiettivo di fare successivamente un nuovo film insieme, se e quando il produttore con cui ne hanno parlato troverà i finanziamenti.

 

 

Ad interpretare il duo negli ultimi anni di carriera sono due attori che si superano in quanto a capacità mimetiche: Steven Coogan e John C. Reilly sono infatti incredibilmente vicini agli originali, riproducendone al meglio tic, guizzi e movenze; alla loro qualità si aggiunge il merito del regista di aver calato il racconto in un'atmosfera generale di romantica malinconia, assecondando una sceneggiatura (di Jeff Pope) che ha l'esatto intento di sottolineare come a determinare le loro scelte, specie avvicinandosi inesorabilmente al canto del cigno, sia stato proprio un legame profondo e indissolubile fatto di affetto oltre che di rispetto e stima. In un film che si incentra sulla relazione umana intercorsa tra Laurel e Hardy filtrandola attraverso il ricordo di quello che è stato il loro genio ed il loro contributo all'arte comica a livello artistico, le scenette improvvisate (alla reception di un albergo come per la strada), così come gli screzi seguiti al riemergere dei fantasmi legati alla fine del vecchio sodalizio, o le difficoltà e le scelte sempre condivise in base alle condizioni di salute incerte di Oliver (con un ginocchio in disordine e il cuore debole) hanno sempre - e intenzionalmente - il sapore naif e genuino di un'amicizia tenera e vera.

 

 
 
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