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The Movie of My Life

Regia di Selton Mello vedi scheda film

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La recensione su The Movie of My Life

di pazuzu
7 stelle

The Movie of My Life è servito con la leggerezza di un racconto garbato, intenso e venato di ironia, che si prende i suoi tempi ma non ha momenti di stanca e - al netto di un finale un po' frettoloso - ripaga con (quasi) due ore di buon cinema che soddisfano gli occhi e scaldano il cuore.

 

È il 1963 a Remanso, nel sud del Brasile: i televisori iniziano a soppiantare le radio, mentre nei cinema impazzano i film con John Wayne. Il cinema è la passione di Tony, che, terminati gli studi classici, torna a casa proprio nel giorno in cui il padre - francese - l'ha lasciata per tornare in patria. Due anni dopo, Tony fa il professore e ha legato particolarmente con Augusto, un alunno che ha 14 anni e tanta voglia di andare al bordello del paese vicino per perdere la verginità, mentre lui, che se la tiene ancora stretta, ne osserva le due sorelle maggiori Petra e Luna, chiedendosi se sia meglio la reginetta di bellezza sofisticata o la ragazza acqua e sapone. E intanto continua a pensare al padre, a ricordare i mille momenti passati insieme, a scrivergli lettere senza avere risposte e a consolare la madre, che da allora non s'è più fatta sfiorare da alcuno.

 

 

The Movie of My Life (in originale, O Filme da Minha Vida), traduzione in immagini del libro A Distant Father di Antonio Skármeta (l'autore de Il Postino), è la terza regia dell'attore Selton Mello (che si ritaglia il fondamentale ruolo dell'amico di famiglia Paco): una regia morbida ma attenta a catturare il dettaglio che, grazie al valido apporto di una fotografia (di Walter Carvalho) le cui tonalità vagamente seppiate esaltano i colori della campagna brasiliana, e di una colonna sonora d'epoca che annovera - tra gli altri - brani di Charles Aznavour e Nina Simone, ne fa un validissimo omaggio al cinema classico, nonché un'esperienza sensoriale di buon livello.

 

 

Ma tutti questi pregi rischierebbero di restar fini a sé stessi se non servissero a supportare una storia tanto valida ed emozionante. Il percorso di definitiva maturazione di Tony va inevitabilmente in parallelo con l'evoluzione del dramma familiare in cui incolpevolmente si trova: così, mentre da un lato lui inizia a recuperare il tempo perduto dal punto di vista sessuale prima (gustosa la scena nel bordello) e sentimentale poi, dall'altro un colpo di scena ben assestato a metà film fornisce una scossa emotiva importante che cambia le carte in tavola anche per ciò che riguarda il padre e le ragioni della sua sparizione; il tutto, servito con la leggerezza di un racconto garbato, intenso e venato di ironia, che si prende i suoi tempi ma non ha momenti di stanca e - al netto di un finale un po' frettoloso - ripaga con (quasi) due ore di buon cinema che soddisfano gli occhi e scaldano il cuore.

 

 
 
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