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La favorita

Regia di Yorgos Lanthimos vedi scheda film

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La recensione su La favorita

di Spaggy
8 stelle

Con la macchina speciale che solo il cinema sa pilotare, Yorgos Lanthimos accetta di lavorare su commissione a una storia non sua e ci porta alla corte inglese dei primi anni del Settecento con La favorita. Sul trono siede la regina Anna Stuart, una fragile figura tormentata dalla gotta che i libri di storia (inglese e non) hanno sempre evitato di approfondire. Di lei ci si ricorda per il fatto di non aver lasciato eredi al trono, nonostante le 17 gravidanze avute (tutte terminate in maniera tragica). Per la fantasia di Lanthimos e, soprattutto, degli sceneggiatori Deborah Davis e Tony McNamara tale assenza di successori diviene terreno fertile per costruire una vicenda di lotte di potere, avidità, invidia e inganni, ingegnati da diverse figure femminile che alla sovrana si sono avvicinate. In particolar modo a divenire oggetto di interesse è l’amicizia della sovrana con le scaltre Lady Sarah Churchill e sua cugina Abigail. Le lingue più biforcute hanno ipotizzato che la sovrana avesse per le due più di una semplice simpatia e hanno considerato le due donne come le vere artefici delle decisioni prese dalla regina in campo internazionale. Curiosamente, infatti, sono quelli gli anni in cui l’Inghilterra si impone come potenza globale in Europa e non solo.

Olivia Colman

La favorita (2018): Olivia Colman

 

Addentrandosi nelle stanze del palazzo reale, sontuosamente ricostruito e fotografato, Lanthimos spia dal buco della serratura ciò che avviene dentro la camera da letto di Anna senza risparmiare nulla allo spettatore. Dai primi minuti, apprendiamo quanto la regina soffra per via della gotta e dei dolori che questa comporta. Ma capiamo anche quanto forte sia il legame che ha instaurato con Sarah, compagna di decisioni e di scorribande tra le lenzuola. Sebbene sia sposata da tempo con un comandante dell’esercito impegnato in guerra in Francia, Sarah non disdegna di concedere piacere alla sovrana, totalmente incapace di separare ragione e sentimento, come tradizione letteraria inglese impone. I toni farseschi scelti dal regista si acuiscono nel momento in cui fa la sua comparsa Abigail Hill, giovane cugina di Sarah caduta in bassa fortuna a causa dei vizi del padre. Dapprima accolta a palazzo come sguattera, Abigail con i suoi sotterfugi riesce a sostituire Sarah nel cuore della sovrana, arrivando a studiare strategie e stratagemmi per estrometterla per sempre dall’Inghilterra.

Suddiviso in otto capitoli che hanno per titolo alcune delle battute più sagaci pronunciate dalle tre protagoniste, La favorita procede spedito senza intoppi o cali di tensione. Seppur sia un dramma storico con tutte le caratteristiche chiave del genere (la guerra, le tensioni con il popolo e le inevitabili invidie di corte), risulta difficile non sorridere per la sagacia della sceneggiatura, che pone di fronte a dialoghi o situazioni al limite del surreale o del grottesco, senza perdere minimamente in credibilità. Tutto ciò è possibile grazie alla prova di tre attrici in stato di grazia: Rachel Weisz, Emma Stone e, soprattutto, Olivia Colman, alle prese con il “ruolo della sua carriera”. Sono fortunatamente affiancate da tre comprimari abili a reggere un confronto che avrebbe azzerato chiunque: Nicholas Hoult (nei panni di un vanitoso leader dei Tories), James Smith (è un primo ministro amante dei complotti) e Joe Alwyn (il giovane marito che Abigail sceglie per la sua ascesa a corte). Fa piacere vedere inoltre per qualche minuto in azione Mark Gatiss che, apparendo nel finale come il marito di Sarah, si allontana del tutto dall’immagine che ha nella serie Il trono di spade. Pregio di Lanthimos, abile costruttore di quadri in movimento, è quello di aver reso attuale la riflessione sul potere e su chi realmente lo esercita senza perdere di vista certi cliché del suo cinema greco: spesso, ancora oggi, cosa accade nella stanza dei bottoni è un misto di sesso, passioni ed emozioni, figlie dell’amor che muove il mondo.

Rachel Weisz

La favorita (2018): Rachel Weisz

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