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L'età acerba

Regia di André Téchiné vedi scheda film

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La recensione su L'età acerba

di maurizio73
8 stelle

In un collegio della provincia francese nel 1962, si incrociano le vite e i sogni di quattro compagni di scuola divisi dalle idee politiche legate alla fine della guerra d'indipendenza algerina e uniti dai sentimenti contrastanti di un'età contrassegnata da scelte difficili e da amori impossibili. Alla fine del liceo le loro strade sono destinate inevitabilmente a dividersi.
Film di sentimenti delicati e attraversato dai fermenti ideologici di un momento cruciale della storia francese, questo dramma di formazione del francese Techine vibra dell'esuberanza di un'età irripetibile e acerba dove si costruisce e si affermano identità e convinzioni di una generazione di passaggio tra il retaggio di un nazionalismo ormai al tramonto ed un presente di affermazione dell'uguaglianza e della giustizia sociale. Come nella migliore tradizione del cinema francese, da sempre attenta al delicato equilibrio tra realismo psicologico e accenti lirici, il film di Techine vive questo momento storico al di fuori della grettezza ideologica del campo di battaglia, trasferendo gli echi di un conflitto doloroso e lacerante quale invisibile sfondo scenografico (le cronache alla radio, i discorsi in classe, le relazioni private,l'iscrizione di una lapide) in cui si muovono e agitano le coscienze di giovani vite che si affacciano alle soglie di un'età adulta, coltivandone le paure e condividendone le gioie, sempre col pudore ed il rispetto per il mistero inconoscibile di una intimità mai più così fragile e delicata. Muovendosi con l'avvolgente armonia di lunghe carrellate e piani sequenza e lo spiazzante candore dei primi piani, Techine organizza la descrizione di una coralità sociale e storica entro lo spazio ed il tempo di relazioni private che segnano l'esistenza di giovani vite incerte tra lo slancio verso una indecisa sessualità ed il timore delle incaute scelte del cuore, tra la ricerca di un conforto e le inevitabili ferite dei sentimenti e agitando le vicende di questi giovani virgulti come 'i giunchi flessuosi che crescono ai bordi umidi del regno dei venti' che si piegano alle intemperie della vita ma non si spezzano, proseguendo la loro esistenza consapevoli del fatto che non è poi così facile morire. Estremamente attendibile nell'accuratezza dell' ambientazione e nella resa di un momento storico di cambiamenti epocali e di nuove mode (la guerra d'Algeria ma anche il Twist e i Beach Boys), il film trova un perfetto equilibrio nella cifra poetica di una modernità sociale in cui si infrangono tanto i tabù sessuali (l'omosessualità di François e l'acerba sessualità di Serge) quanto quelli sociali (il progressismo socialista di Madame Alvarez e la moglie algerina di Monsieur Morelli), contanto sul talento acerbo di un cast di attor giovani di indiscutibile talento, dal bel Morel che ripete come un mantra allo specchio la litania della propria omosessualità (souvenir cinefilo dell'Antoine Doinel di Jean-Pierre Léaud in 'Baisers volés') alla incantevole fragilità di una Élodie Bouchez già imprescindibile regina di cuori. Quattro Premi César 1995 e una nomination nella sezione 'Un Certain Regard' al Festival di Cannes 1994 insieme, tra gli altri, a 'L'eau froide' di Olivier Assayas  dove già brillava la stella di un'altra giovane promessa del cinema francese del calibro di Virginie Ledoyen.

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