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L'età acerba

Regia di André Téchiné vedi scheda film

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La recensione su L'età acerba

di Aquilant
8 stelle

Delicata pellicola dai toni poetici ed ispirati che rivela le pulsioni conseguenti ad una travagliata transizione dall’età acerba a quella matura di angeli inquieti simili a fuscelli selvaggi, in grado di resistere senza spezzarsi ai turbinosi venti dell’irrequietezza. Angeli dalla vita non sognata, ma interiorizzata e sofferta.
Ben orchestrata da una regia in grado di cogliere il minimo barlume d’inesperienza mascherato sotto una sottile lastra di cinismo, la storia segue un gioco di giustapposizioni narrative che rivelano una disperata ricerca d’identità da parte di anime confuse, prese nel turbine dell’esistenza. A questo proposito André Téchiné esegue un’empatica radiografia, caratterizzata da un’accurata lucidità di analisi, dei rapporti interpersonali di personaggi intenti ad avocare a sé stessi il diritto di scelte talvolta avventate ed inopportune, quasi a voler congelare un processo di maturazione ancora restio a pervenire alla fine del suo ciclo. Lo sguardo autoriale del regista riesce a penetrare in forma strettamente impersonale le strutture costitutive dell’esistenza, le asprezze di comportamento, le solitudini autoimposte, i naufragi esistenziali, i rifiuti di nuove identità. Trasmuta di volta in volta tumultuosi sconvolgimenti interiori in una palese forza espressiva e comunicativa di sguardi e parole capaci di ferire come lame ma che possiedono in ogni circostanza il dono della più disarmante schiettezza. E tra inquiete escursioni nel mare inquieto della sofferenza e della rassegnazione, una stupenda panoramica a 360° da antologia del cinema è posta a coronamento della storia quasi a ribadire nella sua spiazzante circolarità naturale la fine d’ogni illusione, pur lasciando trapelare in lontananza un’ipotetica voglia di crescita in sintonia con la propria, naturale identità.









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