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Cold War

Regia di Pawel Pawlikowski vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Cold War

di giansnow89
4 stelle

Una bufala terribile, né un melodramma, né un affresco di storia.

Sconclusionata, insopportabile e frammentaria storia d'amore fra un musicista e una cantante al tempo della guerra fredda in Polonia. E dire che il film era iniziato su tutt'altri binari che non quelli amorosi: se avesse proseguito su quel sentiero, forse ne avrebbe addirittura giovato, ma tant'è. Se non altro, si tratta di un'opera istruttiva rispetto ad un'abitudine ormai radicata nel cinema contemporaneo - perlomeno quello festivaliero: il rifiuto del classicismo nel trattamento delle relazioni amorose. Amplessini d'autore, battute grevi gabellate per verità universali, freddezza glaciale delle forme e degli sguardi. E in Cold War c'è anche l'aggravante di quel bianco e nero farlocco che beffardamente pretenderebbe di rinverdire una tradizione classica che, al contrario, viene in toto rinnegata. Sarà pure un retaggio ottocentesco, ma a molte di queste pizze altisonanti manca il romanticismo. Un carattere che non era rintracciabile solo nei grandissimi del cinema americano sentimentale e/o melodrammatico (Capra, Cukor, Sirk), dei demoni da esorcizzare, evidentemente: i film di Godard, per prendere un cineasta di rottura, erano pieni di romanticismo, sia pur riletto sotto una veste anarchica e ribelle. Era semmai un gioco volto all'aggiungere, non certo al sottrarre. Pawlikowski leviga, per converso, la sua opera da tutte le scabrezze del sentimento consegnando allo spettatore un film perfettamente rotondo, perfettamente vuoto. Il finale è illuminante. I due amanti assumono una manciata di pillole presumibilmente letali, ma a quel punto il film finisce, senza che la morte venga mostrata, quasi che il regista si faccia scrupolo di introdurre un elemento d'emozione. L'istante supremo e parossistico del dramma, la morte congiunta, che sarebbe stato il momento più vitale dell'intera pellicola, viene infaustamente troncato. Ah, gli autori moderni!

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