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La ragazza nella nebbia

Regia di Donato Carrisi vedi scheda film

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La recensione su La ragazza nella nebbia

di willkane
6 stelle

Carrisi l'esordio cinematografico da regista porta sullo schermo un suo romanzo. Con stile cupo e sentimento nichilista, ereditati dai moderni thriller internazionali, e tra citazioni cinematografiche e rimandi a casi di cronaca nera d'impatto televisivo, riesce a costruire un film affascinante, complesso nelle tematiche e nella struttura, mantiene un certo equilibrio e verosimiglianza evitando di banalizzare gli stereotipi. Il contesto è una comunità cristiano-ortodossa di una valle alpina, in cui scompare una sedicenne nell'antivigilia del natale. Non è un caso che si parta da queste premesse visto che l'assunto, a dire il vero non molto originale, sarà che l'istinto malvagio degli uomini manderà in cortocircuito la fede religiosa più tradizionalista e impuntata a restare fuori dalla modernità, fino a fargli pervenire, senza rimedio, il cadavere di una pura e innocente creatura, anzi no, il malvagio sarà ancor più crudele e non ci sarà spazio neppure per la tumulazione del corpo visto che non sarà più rinvenuto. Il male come presenza celata e perpetua, con cui fare i conti e da cui non si può sfuggire. Ad intricare la trama saranno le vicende di un presuntuoso ispettore dai metodi scorretti e naif, un placido psichiatra, e un professore liceale appena trasferitosi. Deformi e corrotti, psicopatici e vanitosi, manipolatori e falsi, ambigui ed efferati omicidi, loro tre saranno le diverse facce di una stessa entità, quella malvagità che penetra e stupra una comunità costantemente ossessionata dall'esorcizzare proprio quel male sino a tenersi fuori dal tempo. Portati all'eccesso del dramma morboso, un movente omicida sarà persino lo spirito di emulazione di assassinii seriali, compreso l'attrazione per il palcoscenico televisivo e il guadagno derivante dalla conseguente celebrità. I virginei e ingenui religiosi alle prese con l'impetuosa e sfaccettata seduzione del male. Un cinema raffinato e mortificante, che ancora una volta, e sembra una missione particolarmente sentita, ci presenta un'eterna lotta tra bene e male persa in partenza, in questi tempi in cui il nichilismo è ormai ritenuto uno sguardo disilluso e maturo sul mondo e la fede cristiana una speranza del tutto anacronistica.

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