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Viva Spider-man

Regia di James Krieg vedi scheda film

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Marco Poggi

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La recensione su Viva Spider-man

di Marco Poggi
7 stelle

Cortometraggio amatoriale, risalente al 1989, che omaggia la prima serie animata di Spider-man degli anni'60. Ispirato a due episodi della seconda e terza stagione di quello show, vede gli attori mimare i gesti ripetitivi dei personaggi animati che interprertano.

Cortometraggio amatoriale del 1989 ispirato alla prima serie animata di Spider-man, del 1967-70. Il giovane regista James Krieg interpreta Peter Parker (ma non l'Uomo Ragno, che qui è interpretato da ben 4 stuntmen) in un mini-film che, indirettamente, strizza l'occhio anche ai serial tv "BATMAN" del 1966 per le scene d'azione e a "HAPPY DAYS" per le ambientazioni nei bar della scuola ed i tipici abiti vintage dei teenagers di fine anni'60 (e perché Peter Parker sembra un Richie Cunningham dai capelli castani). Purtroppo, il film non prende spunto dai famosi cartoons brevi della prima stagione che facevano il verso a quelli supereroici di "Hanna & Barbera", portati anche da noi al successo dalla trasmissione cult tv degli anni'70  "SUPERGULP, I FUMETTI IN TV", ma da due episodi della seconda stagione programmati in Italia solo nelle tv locali degli anni'80 e, quindi, anche poco ricordati, perché erano animati in maniera molto più povera, per via di un pesante taglio di budget. C'è di buono che qui il cattivo che combatte Spider-man è Kingpin, il corpulento boss del crimine, che fa sempre la sua bella figura anche con un farfallino stile Goldfinger al posto del classico foulard-cravatta dei fumetti. Molto divertente la prima parte, quando Peter corteggia la bionda Susan (non c'è da stupirsi se i nomi dei compagni di scuola di Spider-man non sono quelli dei fumetti ma altri, anche nella seconda e terza stagione dello show anni'60, ahimé, era così)  e quando chiede all'allenatore di farlo entrare nella squadra della scuola, non sapendo che, in seguito, proprio il rivale in amore, l'asso del basket Roy Robinson sarebbe stato rapito dagli uomini di Kingpin perché figlio di un uomo ricco. Quanto al giornalista di Jameson, il suo ruolo è buono, ma sembra inserito a forza nel racconto, visto che , stranamente, non inveisce contro il supereroe, ma prova a "trattare" con Kingpin il rilascio dell'ostaggio. Discrete le acrobazie ragnesche, che, al contrario degli cartoons, non si dilungano troppo. Musica che non c'entra nulla con la colonna sonora jazz degli anni'60 (non c'è nemmeno la nota canzone che apriva il vecchio show), ma comunque adeguata. Da vedere. Per capire meglio i collegamenti fra le varie scene si consiglia di visionare prima  gli episodi in inglese "KINGPINNED" e "CRIMINALS IN THE CLOUDS" (in italiano "KINGPINNED, o IL RE DEL MALE" e "UN CRIMINALE FRA LE NUVOLE"), o di guardarlo tenendo presente che gli attori si comportano da personaggi di cartoni animati vintage che ripetono gli stessi gesti e le stesse stesse battute (in inglese).

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