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Il cavaliere della valle solitaria

Regia di George Stevens vedi scheda film

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La recensione su Il cavaliere della valle solitaria

di luisasalvi
6 stelle

Storia: il contadino Joe è pacifico ma ingenuamente coraggioso fino all'assurdo; Shane è un pistolero che vorrebbe cambiare vita, ma è costretto a ricominciare a sparare e poi allontanarsi come fuorilegge. Al centro l'amore tra lui e la moglie di Joe, sempre taciuto ed evitato, ma troppo apertamente evidenziato dal film, con mille segni che vorrebbero essere delicatamente suggeriti e sono invece vistosi (ma non abbastanza da esser capiti da certi critici cretini); amore che nasce come in una telenovela, al primo incontro, e costituisce la molla del film: un po' troppo per un western... Per questo Joe si decide a rischiare la vita, sapendo che non lascia sola la moglie; ma né lei né Shane glielo permettono: Shane lo colpisce "a tradimento" ("da vigliacco") per andare al suo posto ad affrontare il pistolero nemico. Vince, resta ferito e se ne va... L'unico "rapporto" fra lui e la moglie di Joe si ha quando questa cura i due uomini delle ferite ricevute in uno scontro a pugni con i nemici (alla faccia dell'"archetipo senza un graffio" evocato da Mereghetti). Lo scontro finale, tutt'altro che "omerico", è contro il pistolero nemico; dopo Shane uccide il vecchio capo che ha tentato di ucciderlo a tradimento e un cow boy che si era appostato senza intervenire durante lo scontro, forse solo per prevenire l'arrivo di Joe, e che alla fine interviene ma segnalato dal ragazzino che aveva seguito Shane. Insomma, niente di mirabolante. Film tutto sommato ancora piacevole, nonostante l'ingenuità estrema con cui vorrebbe suggerire sentimenti che invece finisce per dire troppo forte (un "sottovoce" urlato): l'amore immotivato fin dal primo incontro (non per l'eroe coraggioso, dato che la moglie rinfaccia a Joe di essere già troppo spericolato nel fronteggiare i nemici; ma poi lascerà andare al macello Shane al posto del marito: da "brava" mogliettina!), i valori morali proposti in affermazioni verbose altrettanto immotivate; l'amore per la "bella" valle, la natura, il bimbo, imitano chiaramente Il cucciolo (perfino il cervo che pascola nell'orto; le corse del bimbo; il doppio atteggiamento del nemico, cattivo ma con tratti che suscitano qualche simpatia... se ricordo bene Il cucciolo, dopo tanti anni...). Ma ha un suo garbo, una sua coerenza e dignità.

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