Trama

Lucky, novantenne ateo, ha sempre vissuto seguendo le sue regole e infischiandosene del giudizio di coloro che vivono nella sua città ai margini del deserto. Sull'orlo del precipizio della vita, è spinto verso un percorso di auto-esplorazione che conduce verso ciò che spesso è ritenuto irraggiungibile: l'illuminazione.

Approfondimento

LUCKY: ESPLORANDOSI A 90 ANNI

Diretto da John Carroll Lynch e sceneggiato da Logan Sparks e Drago Sumonja, Lucky racconta la storia di Lucky, un novantenne ateo che ha sempre vissuto seguendo le proprie regole e infischiandosene del giudizio di coloro che vivono nella sua città ai margini del deserto. Dopo una caduta, comincia a temere la morte e la solitudine ed è spinto verso un percorso di auto-esplorazione alla ricerca di ciò che spesso è irraggiungibile: l'illuminazione.

Con la direzione della fotografia di Tim Suhrstedt, le scenografie di Almitra Corey, i costumi di Lisa Norcia e le musiche originali di Elvis Kuehn, Lucky viene così raccontato dal regista: "La storia è stata scritta pensando a Harry Dean Stanton: è una lettera d'amore all'attore e all'uomo. È in sostanza una biografia, la storia di Lucky è ispirato alla vita di Harry. Anche Logan Sparks è un vecchio amico di Harry e da lì è nata l'intuizione. Un esempio è la prima scena di Lucky nel film: entra al Joe's Diner e dice a Joe: "Non sei niente". Joe risponde: "Non sei niente". E Lucky dice: "Grazie". Questo scambio di battute succedeva tutte le volte che Harry entrava da Ago a Los Angeles tra lui e il cameriere. Abbiamo tutti sentito un'immensa responsabilità nel creare questo personaggio: la storia di un uomo che improvvisamente capisce che potrebbe avere soltanto settimane o mesi di vita davanti a se e non più anni.

Ma chi è Lucky? Lucky è fondamentalmente una persona sola anche se molti abitanti della sua cittadina gli vogliono bene. In un certo senso, sembra che la città capisca Lucky meglio di quanto Lucky capisca se stesso. Pensa di essere un'isola e fino a quando gli eventi nella storia non si scopriranno, lui non si considera parte della comunità. Ma in realtà ne fa parte da sempre. È l'illusione di autosufficienza di cui tutti soffriamo in un certo modo. Cammina per la città ogni giorno e tutti provano dei sentimenti nei suoi confronti, anche se lui non considera più di tanto chi gli sta attorno.

Volevo dirigere da molto tempo. Una cosa è capire la storia, ma poi devi trovare un modo per decodificarla. Si pensi a un ponte: per costruirlo devi creare uno scheletro. Questo è ciò che registi e produttori fanno in termini cinematografici. Devi organizzare i macchinari, trovare gli operatori, i designer della produzione, i costumisti ecc. per raccontare la storia. Molte di queste scelte sono state una novità per me. Organizzando il tutto ho dovuto imparare come orchestrare la troupe per creare la struttura che ha poi realizzato materialmente il film. Tutto questo è stato eccitante, difficile, doloroso e travolgente.

In Lucky, oltre a passare dalla recitazione alla regia, mi sono ritrovato a dirigere anche un famoso regista che recita come attore: David Lynch. David è stato gentile, reattivo, solidale, preparato e impegnato. Era chiaro che era venuto per recitare e essere semplicemente un attore. Immagino sia stato il tipo di attore con cui ha sempre desiderato lavorare. Ho imparato molto sull'essere un attore nei giorni in cui ha lavorato con noi sul set. C’è stato un momento in cui Harry aveva dei dubbi su un passaggio del copione e, anche se avevo cercato di dargli una spiegazione, non era convinto. Come spesso accade sul set lui si è rivolto ad un collega per cercare ulteriori chiarimenti. In quel caso è stato David Lynch. Harry si è rivolto a David dicendo: "Capisci questo passaggio?", e David rispose: "Sì, Harry". Harry disse: "Che cavolo vuol dire?". David mi guardò e io dissi: "Vai pure", ma lui si rivolse ad Harry dicendo con calma: "Non sono io il regista, Harry". Ho apprezzato tantissimo il suo rispetto e la sua volontà di lasciarmi dirigere. È stato molto bello. Vorrei precisare che in fase di montaggio ci siamo resi conto che Harry aveva ragione e abbiamo tagliato quelle battute. Harry conosceva il fatto suo".

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Il cast

A dirigere Lucky è John Carroll Lynch, attore e regista statunitense. Nato in Colorado nel 1963, è divenuto noto negli Stati Uniti per la sua partecipazione alla sit-com The Drew Carey Show. Con oltre 50 film all'attivo è stato diretto da Clint Eastwood, Martin Scorsese, David Fincher, John Lee Hancock, Mark… Vedi tutto

Commenti (8) vedi tutti

  • C'è differenza tra essere soli e sentirsi soli

    leggi la recensione completa di ManuelaZarattini
  • "What do you do with that?" - "You smile."

    leggi la recensione completa di mck
  • Un film di musiche e di silenzi, ballate ispano-americane, soprattutto, quelle che sono state il sound della vita di Harry Dan Stanton, evidentemente, e gli amici hanno raccolto per quest’ultima ballata in suo ricordo.

    leggi la recensione completa di yume
  • Un film sulla solitudine e la vecchiaia che brinda alla vita! Da non perdere!

    leggi la recensione completa di siro17
  • "essere come siamo, dove ci troviamo, e osare rimanere liberi...cosa c'è di più solitario?" questo aforisma, personalmente annotato da chissà quale altro film, ben rappresenta lo spirito dell'opera. Non poteva esserci migliore maschera se non quella di Harry Dean Stanton per interpretarla.

    commento di giovenosta
  • Dopo 34 anni di peregrinazioni attraverso il deserto di Paris Texas, l'uomo che fu l’irriducibile dropout Travis Henderson -, ormai prossimo alla dipartita-, solitario y final, nasconde la paura dell’ultimo viaggio verso il nulla con passo zen. H.D.Stanton en abîme buca lo schermo con un ultimo sorriso.

    commento di Marcello del Campo
  • Accomiatarsi dal cinema, come dalla vita, nel modo sublime ed "illuminato" in cui è riuscito a fare,chissà quanto scientemente, Harry Dean Stanton in questo struggente film-verità, non è da tutti. Ma non è da tutti esser stato un attore-caratterista-protagonista fondamentale e indimenticabile come lo è stato lui. Un piccolo film su un grande addio.

    leggi la recensione completa di alan smithee
  • UN VIAGGIO GENIALE E “FORTUNATO”DAL QUALCOSA VERSO IL NULLA… dove i due protagonisti sono una testuggine stizzosa e un anziano zen, quasi coetanei.

    leggi la recensione completa di gaiart
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Recensioni

La recensione più votata è positiva

mck di mck
9 stelle

The Straight Story - Side B. Magari il nome di John Carroll Lynch (no, non è parente: né di David, né di Lewis, né di Ford) non vi dirà molto, e non riuscirete ad associare un viso a quelle tre parole. Nato a Boulder e cresciuto a Denver, Colorado, classe '63, ha partecipato da caratterista ad innumerevoli pellicole e serie tv, in ruoli minori/secondari… leggi tutto

14 recensioni positive

Recensione

chinaski di chinaski
8 stelle

Il deserto, quello in cui Henry Dean Stanton vagava nelle prime inquadrature di Paris, Texas, quello in cui adesso cammina, quasi novantenne, verso la fine della sua esistenza, passo dopo passo, continuando ad affrontare quel lungo e misterioso percorso che ci accomuna tutti quanti. C’è l’apparente senso di un’intera vita in ogni sorriso che scaturisce dal vuoto, in…

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Nel mese di ottobre questo film ha ricevuto 4 voti
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sasso67 di sasso67
8 stelle

Lucky potrebbe essere un seguito o uno spin-off di Una storia vera (1999), probabilmente il film più "regolare" di David Lynch (che non dovrebbe essere imparentato con il regista di questo film). In quel lavoro di fine millennio si raccontava la storia di un anziano (Richard Farnsworth) che, non avendo altri mezzi, affrontava un lungo viaggio per le strade d'America, per andare a trovare…

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Utile per 7 utenti

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Utente rimosso (PoorYorick) di Utente rimosso (PoorYorick)
7 stelle

Le prime ore della mattina. Lucky si alza, si trascina davanti allo specchio, sciacqua le ascelle, si lava i denti, si pettina i capelli, si porta al centro della stanza e comincia i suoi “cinque esercizi di yoga” quotidiani, prima di bere il suo caffè mattutino e di uscire dalla porta di casa. Scena programmatica, quella a cui John Carrol Lynch affida l’apertura del…

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Nel mese di settembre questo film ha ricevuto 17 voti
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Peppe Comune di Peppe Comune
8 stelle

Lucky (Harry Dean Stanton) è un novantenne ancora autosufficiente e affatto timorato di Dio. Vive da solo nella sua casa immersa in una zona desertica, non si è mai sposato e indossa sempre un cappello da cowboy. Tiene allenata la mente facendo le parole crociate e guardando i giochi a quiz alla televisione e ogni mattina fa esercizi ginnici per tenere in forma il corpo. Lucky…

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ManuelaZarattini di ManuelaZarattini
8 stelle

E' con questa semplice ma intensa frase che Lucky descrive la sua filosofia di vita. Così il bravissimo protagonista indica la via per affrontare nel modo più sereno possibile la vecchiaia, forse la fase più difficile della vita. Commovente ma non triste. Anzi, pieno di speranza. E dare speranza non è impresa facile vista l'età di Lucky. Bellissimo.  …

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Utile per 1 utenti

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leporello di leporello
8 stelle

   Difficile riuscire a prescindere, commentando questo film,  dall’emozione che suscita il sapere che, di lì a poco, Harry Dean Stanton, classe 1926, 204 in totale i suoi accrediti in carriera come attore (oggi poco contano, data l’oggettiva mostruosità della sua carriera,  le mie personali riserve su quello che era il suo reale talento) sarebbe…

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yume di yume
8 stelle

E quando tutto finisce, quando tutto muore, cosa resta? Sorridere…   A meno che non creda in Dio o chi per lui, uno si aspetta “niente”  a questa domanda, e invece Lucky dice “sorridere”, ed è il suo sorriso di vecchio mai fermo, mai stanco, sempre con la cicca in bocca e le gambette storte stecchite in marcia per il paese con stivali e…

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siro17 di siro17
8 stelle

Un film sulla solitudine e la vecchiaia che brinda alla vita. Un novantenne solo e in buona salute si rende conto tardivamente che nulla può fare di fronte alla morte, così come si rende conto che intorno a se ha una comunità di persone che, nonostante lui abbia fatto poco per ingraziarsi, gli vuole bene. Le sue giornate tutte uguali lo conducono però al…

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Recensione
Utile per 2 utenti
Nel mese di agosto questo film ha ricevuto 4 voti
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Uscito nelle sale italiane il 27 agosto 2018

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GoonieAle di GoonieAle
8 stelle

In un'intervista su John Carpenter, degli anni 90, Harry Dean Stanton si vantava di aver lavorato con i più grandi registi, elencandoli uno per uno, per concludere che Carpenter era sugli stessi livelli. Fu l'unico, o uno dei pochissimi, all'epoca, che difendeva Carpenter (oggi invece piace a tutti, ed è significativo come nel momento che la critica iniziò ad rivalutare…

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Recensione
Utile per 4 utenti
locandina
Foto

Ritroviamoci al Bar

Mike.Wazowski di Mike.Wazowski

Ogni luogo paese, ha il suo posto di ritrovo, che può essere un punto di partenza o di permanenza a seconda del momento della giornata in cui ci troviamo. Nel mio caso e nel mio paese era il Bar, dopo cena era…

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Nel mese di febbraio questo film ha ricevuto 3 voti
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mck di mck
9 stelle

The Straight Story - Side B. Magari il nome di John Carroll Lynch (no, non è parente: né di David, né di Lewis, né di Ford) non vi dirà molto, e non riuscirete ad associare un viso a quelle tre parole. Nato a Boulder e cresciuto a Denver, Colorado, classe '63, ha partecipato da caratterista ad innumerevoli pellicole e serie tv, in ruoli minori/secondari…

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Il meglio del 2017
2017

Recensione

nickoftime di nickoftime
8 stelle

Se mai esiste un Dio del cinema lo dobbiamo davvero ringraziare perché quello che è accaduto al Festival di Locarno durante la proiezione di "Lucky" ha quasi del miracoloso. Raccontando la presa di coscienza di un ultra novantenne costretto a prendere coscienza della propria solitudine e dei limiti imposti dall'avanzare dell'età, il film sembra infatti trasporre la vicenda…

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Recensione
Utile per 7 utenti
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