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L'amore secondo Isabelle

Regia di Claire Denis vedi scheda film

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La recensione su L'amore secondo Isabelle

di nickoftime
7 stelle

Come spesso accade nelle cose del cinema, non sapremo mai se ciò che stiamo per dire sia il frutto della volontà dell’attrice oppure una precisa scelta della regista. Sta di fatto che, a un certo punto del film, nel riprendere Isabelle intenta a dipingere su un panno disteso a terra, Claire Denis, invece di spezzare il montaggio per far simulare il movimento del pennello nelle mani di un vero pittore, ce la mostra con un totale in cui a mettersi in gioco è la stessa Juliette Binoche, talmente calata nel personaggio da accettare di simulare una gestualità che non le appartiene. In un’epoca in cui le possibilità di infingimento sono sempre più verosimili, Binoche decide di farne a meno per offrirsi allo spettatore senza maschere ne artifizi. Se la professionalità dell’attrice francese non è stata mai in discussione, a colpire è la ricerca di un’autenticità ancora una volta destinata a essere il marchio di fabbrica di un’interpretazione fuori dal comune.

 

Certo, L’amore secondo Isabelle è uno di quei film che fanno la felicità dell’attrice che ne è protagonista: presente dalla prima all’ultima scena e con la macchina da presa a valorizzarne la voluttuosa e sensuale figura, Binoche è una donna alle prese con la mancanza d’amore che, in un vortice di pathos e sofferenza, è indirizzata a crescere ogni volta che la ritroviamo sola ma imperterrita al cospetto di una nuova possibilità. La sceneggiatura è ispirata ai Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes: i vari segmenti dedicati agli incontri di Isabelle sono allo stesso tempo parte di un unico racconto ma anche singoli tasselli destinati a diventare il modello di una femminilità universale, capace di rispecchiare, nelle variazioni offerte dalle diverse storie in cui è coinvolta Isabelle, l’intera categoria.

 

Un’ambizione, quella della Denis, alla quale non poteva non corrispondere la presenza di un’attrice iconografica come Binoche, la quale, come sempre, si dimostra capace di disfarsi della sua fama, anteponendo l’autenticità dei sentimenti espressi attraverso Isabelle ai tic e alle maniere che derivano dalla padronanza dei propri mezzi. Al contrario, Binoche sembra consegnarsi allo sguardo dello spettatore, accettando di filmare uno smarrimento che sembra appartenerle in prima persona. Non si può non innamorarsene. Presentato alla Quinzane 2017 e all’ultimo Torino Film Festival, L’amore secondo Isabelle arriverà nelle sale a partire dal 19 Aprile.

(pubblicata su taxidrivers.it)

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