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Lady Bird

Regia di Greta Gerwig vedi scheda film

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La recensione su Lady Bird

di diomede917
7 stelle

"Chiunque parli di edonismo californiano non ha mai trascorso il Natale a Sacramento"

 

Con questa citazione in apertura di film, la regista Greta Gerwig fa capire fin da subito dove orientare la sua opera prima tanto da meritare la Nomination all'Oscar (nell'anno del #metoo ci può anche stare).

Al centro di questa commedia adolescenziale fortemente Indie, il termine più corretto sarebbe "Coming of Age", vi è proprio la città di Sacramento e l'educazione cattolica che ha caratterizzato la formazione della stessa Gerwig.

Lady Bird nonostante questi elementi non è un film autobiografico, ma è il percorso di crescita che dura un anno (il passaggio dall'ultimo anno di liceo al college) di Christine ragazza ribelle che rifiuta il proprio nome dati da terze persone e ribattezzata dal lei stessa Lady Bird.

Nome che simboleggia il suo sogno di volare via da quell'ambiente e  quella mentalità che non la rappresenta.

Un volo che si materializza fin dal primo fotogramma dopo una litigata con la mamma dove la protagonista di getta letteralmente dalla macchina in corsa rompendosi un braccio o meglio un'ala per essere precisi.

In tutto il film la protagonista cerca prima di adattarsi e poi sente quanto gli sta strettaa la gabbia dove è costretta a vivere.

Una Gabbia dove deve convivere con una mamma che castra ogni tipo di slancio e con la quale ha gli scontri maggiori; un padre da poco disoccupato che vive questa sua remissione sia sociale che familiare con un'invidiosa dignità e che sostiene sempre  e comunque i sogni di fuga della figlia, una fuga simboleggiata da una borsa di studio verso un college  più lontano possibile da Sacramento; dei coetanei goffi e finti ribelli che si nascondono dietro a modelli precostituiti dal loro ambiente.

In questo anno Lady Bird si innamorerà, sperimenterà il suo corpo, capirà chi sono  i veri amici  e i sacrifici che ci sono dietro la realizzazione dei suoi sogni.

Ma sopratutto si confronterà e si scontrerà con quella che dovrebbe essere il suo punto di riferimento  la madre.

Ed è questo il punto che caratterizza Lady Bird da altri film adolescenziali in stile Indie Sundance Festival.

Se tutti gli altri personaggi del cast sanno di  già visto, nello  scontro genitoriale il film emerge sia nelle interpretazioni sia nella scrittura (bellissimi  i  battibecchi umilianti, uno su tutti quello per il vestito al ballo di classe) che nella regia.

Come dimostra il bel finale dove Lady Bird fa pace col suo nome e con chi gliel'ha dato ricordando di volere bene al nido che l'ha accolta e amata fino a quel momento.

Valutare nel complesso Lady Bird è difficile visto che da noi arriva dopo le 5 Nomination agli Oscar e in categorie importanti.

A caldo la prima sensazione è che forse siano un premio esagerato.

Ma superando queste influenze inizali, posso tranquillamente dire che come opera prima ha la sua personalità.

Sebbene non aggiunge niente di nuovo alla materia ci dona due attrici straordinariamente in parte Laurie Metcalf bravissima ad identificare una donna che vive ed ha accettato la non realizzazione dei suoi sogni facendo da specchio deformante alla figlia e Saoirse Ronan che ha dimostrato una crescita artistica e professionale degna del personaggio che rappresenta.

VOTO 7

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