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Assassinio sull'Orient Express

Regia di Kenneth Branagh vedi scheda film

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La recensione su Assassinio sull'Orient Express

di Zagarosh
5 stelle
Questa deludente trasposizione del classico di Agatha Christie sembra andare nella direzione contraria a quella del precedente adattamento cinematografico di Sidney Lumet. Il nuovo Assassinio sull'Oriente Express perde un elemento fondamentale della storia originale: la giocosità, che non vuol dire solo una certa ironia nella descrizione dei propri personaggi (nel lungometraggio del 1974 erano così sopra le righe da sembrare parodistici) ma la costruzione di un "mistero" la cui risoluzione è tanto appassionante quanto divertente. E se i meravigliosi baffoni finti di Kenneth Branagh (qui regista e protagonista) potevano far pensare dal trailer ad una certa "comicità", questa detective story che insegue i toni del thriller è invece appesantita da una gravitas non necessaria. Un cambio di tono che in teoria non sarebbe neanche un problema se contestualizzato in una visione chiara di ciò che si vuole fare, ma il cineasta britannico dimostra dopo pochissimi minuti di non aver compreso quali sono gli ingranaggi indispensabili per muovere il meccanismo alla base di questo tipo di racconto. A conferma di ciò l'opinabile abuso di lunghissime carrellate che seguono i personaggi spostarsi da una carrozza all'altra e le improbabili inquadrature aeree, stratagemmi visivi che in nessun modo sono funzionali alla narrazione. Ma l'errore più grande è forse quello di aver relegato a semplice "scenario" il treno sul quale si svolge la vicenda, che nella trasposizione di Lumet invece scandiva il ritmo dell'indagine, che si fermava quando si arrestava la locomotiva e riprendeva improvvisamente con la sua accelerazione.
 
Se quello di Lumet era un giallo basato sulla genialità del proprio investigatore, che risolveva il caso quando ancora lo spettatore non aveva nessuno degli elementi per poterlo decifrare, la sceneggiatura di Michael Green segue la logica più banale per cui il detective (e chi guarda) si limita ad accumulare indizi e ad unire i puntini sul finale. La cosa paradossalmente più intrigante è forse l'utilizzo del cast stellare a disposizione di Branagh: l'attore la cui presenza dovrebbe essere il "selling point" di questo remake, Johnny Depp, è in realtà il personaggio che viene assassinato e all'interprete con meno esperienza cinematografica dell'intera compagnia è invece affidato il ruolo che nel 1974 era di Sean Connery. Cosa diversa però è la capacità di esaltare la qualità dei propri interpreti. Anche Ingrid Bergman all'epoca si scelse una parte minuscola in controtendenza con la sua fama, ma Sidney Lumet riuscì egualmente a valorizzarla facendole addirittura vincere un oscar. 
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