L'affido

Trama

I Besson divorziano. Per proteggere il figlio dal padre violento, Miriam ne chiede la custodia esclusiva ma il giudice impone un affidamento condiviso. Antoine riesce così a mantenere i suoi diritti di padre e la presa sulla moglie. Julien, il loro figlio, farà di tutto affinché non accada il peggio.

Approfondimento

L'AFFIDO: LA PAURA DELLE VIOLENZE DOMESTICHE

Diretto e sceneggiato da da Xavier Legrand, L'affido racconta le conseguenze del divorzio di Miriam e Antoine Besson. Dopo aver deciso di separarsi, Miriam cerca di ottenere l'affidamento esclusivo del figlio Julien per proteggerlo dal padre, che afferma essere un uomo violento. Antoine, dal canto suo, sostiene che il rapporto con l'ex moglie non debba inficiare quello con il figlio e la giustizia arriva per tale ragione a un compromessola custodia congiunta. Ostaggio dell'escalation del conflitto tra i genitori, Julien sarà testimone dell'orrore che certe pareti domestiche fin troppe volte nascondono.

Con la direzione della fotografia di Nathalie Durand, le scenografie di Jérémie Sfez e i costumi di Laurence Forgue-LockhartL'affido viene così raccontato dal regista in occasione della partecipazione del film in concorso al Festival di Venezia 2017: "Già in un mio precedente corto avevo trattato il tema della violenza domestica e della paura. Anche L'affido tratta lo stesso argomento ed è incentrato sulla paura... sulla paura generata da un uomo pronto a tutto pur di tornare insieme con una donna che vuole scappare dalla sua violenta indole. Antoine è una minaccia costante per coloro che lo circondano: fa vivere tutti in stato di tensione, sente solo la propria sofferenza ed è disposto a manipolare chiunque per ottenere ciò che vuole. Le donne che hanno subito violenze domestiche, come Miriam, sono sempre in uno stato di allerta. Sono consapevoli del fatto che il pericolo può presentarsi in qualsiasi momento e che nessuno è al sicuro. In Francia, muore una donna ogni due giorni per violenze domestiche e anche se i mass media ne parlano la questione rimane in parte un tabù. Le vittime hanno paura di farsi avanti, i vicini e i familiari non dicono nulla per non interferire nella relazione di coppia e vige un silenzio assoluto. Non ho realizzato Custody per trattare un tema alla moda ma solo per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'argomento: del resto, il cinema ha il grande potere di coinvolgere lo spettatore. Hitchcock, Hanke o Chabrol, ci insegnano che occorre giocare sempre con l'intelligenza e i nervi del pubblico: e questa è la ragione per cui L'affido è anche un film molto teso, che gioca con i codici di differenti generi cinematografici, dall'horror al thriller. La morte corre sul fiume, Shining e Kramer contro Kramer sono stati i miei riferimenti mentre scrivevo la sceneggiatura: Kramer contro Kramer perché mette in evidenza il clima che si crea durante un processo di separazione e di richiesta esclusiva di affido dei figli, La morte corre sul fiume perché mette in evidenza come si possa essere intransigenti anche con i bambini per raggiungere il proprio scopo, e Shining per il clima di follia, isolamento e terrore che le violenze domestiche possono generare.

Ho scelto di adottare la prospettiva del figlio Julien per un motivo semplice: nei casi di violenze domestiche, le voci dei figli e dei bambini in genere sono quelle meno ascoltate. Sebbene sia al centro della disputa tra Antoine e Miriam, non ha quasi voce in capitolo. I figli che assistono alle violenze in casa si dividono in due categorie: da un lato vi sono quelli che tendono a riprodurre i comportamenti visti mentre dall'altra lato vi sono coloro che sviluppano una sorta di sindrome da allerta. Julien appartiene alla seconda categoria: è costantemente sull'allerta per proteggere la madre. Julien ha anche una sorella maggiore, Josephine, che per sfuggire al clima familiare si è formata una propria famiglia prima dei 18 anni, rimanendo incinta del fidanzato Samuel. In questo modo, segue la scia di quelle donna che scappano dall'autorità paterna creandosi una famiglia propria e divenendo madri".

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Il cast

A dirigere L'affido è Xavier Legrand, regista, sceneggiatore e attore. Nato in rancia nel 1979, Legrand ha studiato Recitazione al Conservatorio nazionale di Parigi e ha recitato in opere teatrali di Chekov, Shakespeare, Pinter, Vinaver e Handke. Al cinema è stato diretto da registi come Philippe Garrel, Laurent… Vedi tutto

Commenti (2) vedi tutti

  • Solo in un film una storia del genere può essere anche solo pensata. Nelle cause di separazione non danno i figli al padre neanche se la madre è tossicodipendente tra un po'. Un "bel" film di FANTASCIENZA dove la logica e la realtà scompaiono magicamente.

    commento di Johncoffee
  • L'ho trovato terribilmente schematico nella vicenda, totalmente privo di articolazioni drammaturgiche, e mortalmente noioso nel ritmo: ogni inquadratura veniva tenuta oltre i limiti di tolleranza dello spettatore, limiti abbreviati oltretutto dalla scontatezza di quello che succedeva sullo schermo. Brutto e noioso, insomma.

    commento di brian77
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Nella lunga sequenza iniziale, Antoine (Denis Ménochet, attore corpulento già al servizio di Frears, Tarantino, Ozon e Ridley Scott) e Miriam (Drucker) devono negoziare davanti al giudice (Russier), assistiti dalle rispettive avvocatesse, l'affido dei figli. La più grande (Auneveux) è prossima ai 18 anni, mentre il minore (Giora), 11enne, è il reale oggetto…

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Uscito nelle sale italiane il 18 giugno 2018
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Foto
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