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The Party

Regia di Sally Potter vedi scheda film

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La recensione su The Party

di zombi
6 stelle

dovrebbe essere un party per festeggiare la carica di ministro ombra per la salute nel suo party(to), ma qualcosa va storto. 

si dovrebbe essere felici e apparentemente tutto dovrebbe andare secondo i piani, nonostante il cinismo ostentato di april, storica amica di janet, nonostante il marito bill sembra un infetto in procinto di morire e trasformarsi in uno zombie e nonostante tom arrivi al party senza la moglie marianne(assente illustre al party, ma futura collaboratrice di janet nel suo incarico al governo) , ma soprattutto con una pistola nascosta sotto la giacca. 

dovrebbe essere uno di quei party proforma, dove gli amici intimi dovrebbero essere felici per te e poi discutere di ciò che ci si augura avvenga durante il tuo mandato, e invece nulla di tutto ciò  avverrà, anzi, sarà proprio uno di quei party in cui le apparenze se ne andranno beluinamente  a gambe all'aria.

quando poi bill chiede finalmente la parola, uscendo dal suo torpore e spiattella ai presenti due annunci shock, non ci sarà più niente che trattenga nessuno.

siamo in un ambiente intellettuale di sinistra, dove il finanziere tom vi entra solo in quanto consorte della illustre assente marianne, e tra l'altro continuamente guardato di sbieco e con sospetto. 

dal new age gottfried alle lesbiche in procinto di avere ben tre figli maschi, tutti gli altri che ci stanno in mezzo, sono una rappresentanza della società britannica progressista, una volta barricadera e ora disillusa e cinicamente e preventivamente contro tutto ciò in cui credevano e per cui sfilavano.

potter riesce a gestire il tritacarne amicale grazie ad un bouquet di attori strepitosi, in un lasso di tempo da cronometro e ad alcune battute niente male. 

gli manca quel pizzico di black humour da renderlo bello quanto l'altrettanto breve "carnage" o la sgradevolezza che mi fa ricordare "festa per il caro amico harold". 

"the party" è contrassegnato da un'amarezza da sopraggiunto limite di età, che ti fa sorridere a certe ingenuità di gottfried e alle insistite stronzaggini di april rivolte al marito e a chiunque la contraddica. 

stronzaggini in cui crede talmente che sembra si aspetti l'applauso finale ogni volta che ne sciorina una. 

alla fine non è tanto il matrimonio tra april e gottfried ad uscirne meglio da quel party, bensì , forse il vituperato finanziere tom, arrivato armato, disprezzato per il mestiere che fa di rimescolatore di denaro altrui, ma guardato storto o tollerato da una manica di intellettuali che non faranno soldi sulle pensioni dei lavoratori, ma non ci fanno comunque una bella figura con tutti i loro segreti ,le loro bugie e le loro belle verità sbandierate come slogan elettorali

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