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Sotto gli ulivi

Regia di Abbas Kiarostami vedi scheda film

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La recensione su Sotto gli ulivi

di Baliverna
8 stelle

Per apprezzare questo film basta un filo di pazienza, niente pregiudizi, e un po' di apertura verso uno stile cinematografico a cui non siamo abituati. Non è molto in fondo, e sicuramente vale la pena metterci questo pizzico di buona volontà per seguire una storia sentimentale (benché un po' a modo suo), di introspezione psicologica, che scava a fondo nel cuore dei personaggi servendosi di piccoli accorgimenti e minuzie della recitazione. Kiarostami è un artista decisamente libero, che non ha la minima paura di annoiare o deludere lo spettatore con soluzioni da cui ogni altro regista fuggirebbe, a cominciare dal mostrare tutti i tentativi di girare una stessa scena sul set del film nel film. Un altro elemento del suo stile che potrebbe infastidire subito chi si mette a guardare con schemi mentali rigidi è l'uso insistito del fuori campo. Molto spesso, cioè, l'azione o il dialogo non vengono inquadrati dalla cinepresa, la quale guarda altrove. Qualcuno si struggerà dalla curiosità di vedere il secondo piano della casa delle prove di scena, che viene invece inquadrata solo dopo molto tempo... Eppure la somma di tutti questi elementi produce non un supponente e noioso film d'autore, ma un ottimo esempio di cinema molto originale, che finisce per piacere decisamente.
Il corteggiamento della bella e ritrosa ragazza di cui è innamorato l'attore (in due sensi) è rappresentato con molta sensibilità e realismo, entrambi decisamente poco comuni. Gli sguardi obliqui, apprensivi e timidi del giovane che guarda non ricambiato la sua innamorata sono impagabili, e sembrano veri. Complimenti all'attore. La ragazza, dal canto suo, con la sua ostinata ritrosia è estremamente femminile. Il film è disseminato di accenni al disastroso terremoto che aveva appena colpito l'Iran, nel film e nella realtà. Uno dei temi del film è l'interferenza ingombrante del cinema nella vita, piani che i personaggi del film nel film fanno fatica a distinguere. Uno dei ragazzi che portano i vasi di fiori è il protagonista del precedente “Dov'è la casa del mio amico?”. Bella la fotografia, con verdeggianti e ondeggianti campi, e ombrosi uliveti.

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