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Suburbicon

Regia di George Clooney vedi scheda film

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La recensione su Suburbicon

di obyone
7 stelle

Matt Damon, Julianne Moore

Suburbicon (2017): Matt Damon, Julianne Moore

 

74. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.

È impossibile, partecipando alla Mostra di Venezia, non sentire anticipazioni o commenti sui film già proiettati. Prendendo una tazzina di caffè, o aspettando in sala l'inizio del film, ho avuto spesso l'istinto di tapparmi le orecchie ripetendo "bla bla bla". Normale ma snervante. Uno dei film, di cui si è discusso maggiormente in questi momenti di attesa e ozio, è stato, senz'altro, Suburbicon di George Clooney. Tra i più attesi al Lido, mi sono premunito di guardarlo, non a caso, di primo mattino. Dal clima percepito in sala una cosa è stata chiara: ci siamo divertiti tutti (o quasi). Lodevole merito di un film che coniuga risata e intelligenza. L'accoglienza creditata alla pellicola ha dimostrato che il film dell'attore americano ha ottime potenzialità per far bene in sala: cast di attori irresistibile; ritmo, specie nella seconda parte, frenetico e coinvolgente; sequenze narrative e dialogiche fluide; ironia corrosiva. L'elegante stile registico ha reso il film un po' meno "coeniano" rispetto a quanto attendeva il pubblico. I fratelloni avrebbero, forse, ricavato da questo loro script un film più caustico e ancor più splatter, o forse più demenziale, chi lo sà. Ricordo che Clooney ha riadattato la sceneggiatura mai realizzata dai Coen insieme a Grant Haslov ricercando la perfezione della messa in scena per ricreare quell'incantevole immaginario dell'America anni 50 che gli serviva per rendere ancor più esplicito il messaggio politico di cui è portatore il film: dietro l'inappuntabile facciata l'umanità nasconde l'arroganza della superiorità, poco importa se per questioni razziali o sociali. Sebbene in parte criticato dal punto di vista narrativo credo che la vicenda della famiglia Meyers sia giustamente asservita a quella principale che riguarda il piccolo Nicky e la sua famiglia. Sicuramente la prima è necessaria per le sorti della seconda e non a caso tutto ha inizio e tutto ha fine coi bambini delle due famiglie che giocano insieme. Non mi aspettavo invece un ulteriore approfondimento nella storia dei Meyers. Se la sceneggiatura è buona, va detto che la storia per certi versi è troppo simile a Fargo, il capolavoro dei Coen, del quale però i personaggi non hanno, a mio avviso la medesima profondità. In estrema sintesi, direi che Suburbicon è un buon film, capace di far risaltare, dietro la risata fragorosa, elementi interessanti su cui riflettere (razzismo, omologazione culturale, avidità). Direi che non è poco.

 

Noah Jupe, Tony Espinosa

Suburbicon (2017): Noah Jupe, Tony Espinosa

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