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L'immortale

Regia di Takashi Miike vedi scheda film

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La recensione su L'immortale

di AndreaVenuti
7 stelle

Netflix Italia un po' a sorpresa ha inserito nel suo catalogo l'ultimo film del maestro Takashi Miike.

Blade of the Immortal è un film Giapponese del 2017, diretto appunto da Takashi Miike, presentato fuori concorso al Festival di Cannes; l'ultima fatica di Miike è un adattamento del celebre manga L'immortale di Hiroaki Samura (è stato realizzato anche un adattamento anime diretto da Koichi Mashimo e prodotto dallo studio Bee Tihin, fondato dallo stesso Mashimo con l'appoggio economico di Production I.C).

locandina

L'immortale (2017): locandina

Nonostante il film sia un adattamento di un celebre manga, l'estro autoriale di Miike non fatica a mostrarsi.

Impossibile non partire dal prologo in bianco e nero, un omaggio a molti Jidaigeki classici, genere che Miike conosce molto bene come dimostra il capolavoro de 13 Assassini (remake dell'omonimo film del 1963).

 

La trama è pressochè identica al manga e si focalizza sulla storia di Manji e della piccola Rin Asano ma nonostante questo ,come già accennato in precedenza, la mano di Takashi Miike è ben visibile.

Le sequenze action la fanno da padrone, i combattimenti sono ottimamente coreografati con una regia si dinamica (dove trova spazio anche la macchina a mano) ma sempre corretta (il montaggio non sovrasta l'azione); lo stile furibondo dei duelli (gli arti mozzati sono la norma) si alterna a sequenze completamente opposte, dove la macchina da presa fissa enfatizza determinate situazioni fondamentali per lo svolgimento della storia (alcune scene sono dei veri e propri quadri pittorici).

Nel corso del film entreranno in scena tantissimi personaggi tutti caratterizzati da look e armi eccentriche, degni del miglior Miike.

scena

L'immortale (2017): scena

scena

L'immortale (2017): scena

Blade of the immortal non sarà un capolavoro ma rimane pur sempre intrattenimento di altissima qualità; Takashi Miike ancora una volta conferma la sua versatilitàe e nonostante si tratti di un film su commissione con paletti preimpostati, il genio del regista emerge ugualmente

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