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La truffa dei Logan

Regia di Steven Soderbergh vedi scheda film

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La recensione su La truffa dei Logan

di Furetto60
6 stelle

Divertente commedia del genere "heist movie"

La famiglia dei Logan,è  formata da Jimmy alias , Channing Tatum, un minatore disoccupato, divorziato e senza il becco di un quattrino, Clyde alias Adam Driver, ex quarterback, veterano della guerra in Iraq, dove ha perso un braccio, che ora gestisce un pub e la sorella Mellie alias riley Keough, parrucchiera con la mania dalle automobili.Afflitti da una sorta di maledizione di famiglia che li ha condannati a un'eterna sfortuna, architettano un elaborato piano per risollevare le finanze della famiglia, nientedimeno chè, una rapina ai danni del Charlotte Motor Speedway, miliardi di banconote sparate nei condotti sotterranei della Nascar durante la leggendaria gara di auto Coca-Cola 600 ,che si tiene in occasione del Memorial Day, l'evento più atteso e seguito dell'anno. Per riuscirci mettono i piedi una banda tanto sgangherata, quanto imprevedibilmente e tenacemente “rivoluzionaria”. Dei falliti cronici, cosi malmessi che nessuno sospetterebbe su di loro,ma talmente disperati, da arrivare anche se trafelati, fino in fondo. A parte gli scalcinati membri della famiglia Logan citati, viene reclutato anche un esperto in esplosioni Joe Bang un platinato Daniel Craig,che però al momento sconta una breve condanna in carcere, in più i suoi fratelli babbei, che non vuole lasciare fuori dal pinano. Naturalmente devono inventare qualcosa per consentire a Joe di lasciare la prigione per il tempo necessario al loro colpo senza che le guardie se ne accorgano, la storia naturalmente sarà ricca di colpi di scena, si imbattono anche in una tenace e affascinante agente dell'FBI, Sarah Grayson che non sembra voler mollare.Per il suo ritorno al cinema, Steven Soderbergh ha scelto un genere che gli ha portato fortuna nel passato, lo “heist movie", Dalla presentazione e tipizzazione dei personaggi all’organizzazione del piano, elementi classici che, però, il regista intelligentemente rimescola. I protagonisti fanno tutti parte della "working class" brava gente, bastonata dalla vita,che fatica a sbarcare il lunario e per i quali il ‘colpo grosso’ ai danni del circuito Nascar è solo un tentativo di rivincita contro la malasorte, un riscatto economico e un metodo per rimediare ai torti subiti.Sorta di "Ocean's Eleven dei poveri", ambientato nella provincia rurale americana. Trovarsi ai margini della microsocietà a cui appartengono, è uno degli incentivi più forti, che spinge i fratelli a tentare il tutto per tutto. Ed è questo uno dei punti vincenti della storia. La relazione stretta che lega i familiari Logan non è mai ostentata, ma sempre costruita attraverso scene che la suggeriscono sottilmente. Dalla surreale rissa al bar alle fasi più avanzate del piano. Soderbergh dispensa il “divertissment” con eleganza e maestria, la sceneggiatura è frizzante, attraversata da dialoghi di grottesca ilarità, le scene all’interno del carcere sono esilaranti,poi mescola il country con le sonorità soul dance. Inserisce delle minime deviazioni rispetto alle canoniche “regole del gioco”, quelle schegge di un’umanità che, oggi, deve soprattutto pensare alla sopravvivenza materiale.La fuga dei Logan è una maratona di surreale divertimento, che ci porta molto lontano dal bel faccino di Brad Pitt o l’aplomb di George Clooney, per guardare all’America ormai logorata, da tante cadute, costituita perlopiù da persone disorientate e indignate, che hanno smesso di inseguire il “sogno americano” e si adoperano per turlupinare chi li ha ridotti cosi. Insomma siamo nel territorio del proletariato più arretrato ed è qui che l’operazione ludica di Soderbergh si traduce in un piccolo gesto politico, con cui farsi beffe del sistema, dell’industria e del cinema stesso. Soderbergh. si è prima garantito la partecipazione di un cast stellare, poi si è rivolto direttamente ai distributori stranieri, in Canada e in Europa, pre-vendendo i diritti per la distribuzione del suo film,di cui poi ne ha venduto anticipatamente il copy-right nel suo paese, ai circuiti televisivi, on-demand e in streaming, successivi all'uscita del film al cinema ,riuscendo cosi a raggranellare il denaro necessario per girare il film in modo del tutto indipendente, la ragguardevole somma di poco meno di 30 milioni di dollari. Con questa operazione, di marketing d’avanguardia, il regista ha potuto avere dall'inizio alla fine, il controllo e la gestione completa sulla sua opera, affrancandosi da qualsiasi tentativo d’ ingerenza. Dunque un soggetto che per quanto non originale, perfino abusato, viene maneggiato con perizia e attualizzato con una geniale modernizzazione del genere, dal ritmo serrato, tanta azione e, a volte, tanti simpatici eccessi.

 

 

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