Trama

Nei pressi di una piccola baia vicino a Marsiglia si trova la suggestiva villa di proprietà di un anziano. Intorno all'uomo, ai suoi ultimi giorni di vita, sono riuniti i tre figli: Angela (un'attrice che vive a Parigi), Joseph (che si è appena innamorato di una giovane che ha la metà dei suoi anni) e Armand (l'unico che è rimasto a Marsiglia per prendersi cura degli affari del piccolo ristorante di famiglia). Per i tre è arrivato il momento di fare i conti con gli ideali ereditati dal padre e con lo spirito di comunità che questi ha creato in quel luogo così magico. L'arrivo di un gruppo di persone in barca sconvolgerà i loro pensieri portando agitazione e preoccupazione.

Approfondimento

LA CASA SUL MARE: IMMIGRAZIONE E FUTURO

Diretto da Robert Guédiguian e sceneggiato dallo stesso con Serge Valletti, La casa sul mare racconta la storia di tre fratelli la cui vita è trasformata dall'arrivo di tre piccoli immigrati clandestini. Angèle, Joseph e Armand, ognuno alle prese con un momento particolare del proprio percorso professionale e personale, riuniscono nelle pittoresca villa nei pressi di una piccola baia di Marsiglia di proprietà del padre, un uomo anziano che sta vivendo i suoi ultimi giorni. Per i tre, tornare a casa significa in primo luogo riflettere sugli ideali tramandati dal genitore e sullo spirito di comunità che egli stessa a provveduto a creare intorno a sé. I tre piccoli clandestini, giunti su un'imbarcazione naufragata, permetteranno ai tre fratelli di dare un nuovo senso al loro futuro.

Con la direzione della fotografia di Pierre Milon, le scenografie di Michel Vandestien e i costumi di Anne-Marie GiacaloneLa casa sul mare viene così raccontato dal regista in occasione della partecipazione in concorso al Festival di Venezia 2017: "L'idea di partenza era quella di girare il film interamente nella calanca di Méjean, nei pressi di Marsiglia, un luogo che mi ha sempre fatto pensare a un teatro: piccole case colorate costruite sulle colline che non sembrano altro che facciate, un viadotto che passa sopra di loro e sembra guardarle e dei treni che hanno l'aspetto di giocattoli per i bambini, e il mare che delinea l'orizzonte. Il tutto ha la parvenza di un quadro dipinto, soprattutto in inverno quando rimane poca gente: l'aspetto di per sé già magico diviene malinconicamente bello.

In tale palcoscenico, un gruppo di fratelli e di sorelle, padri e madri, amici e innamorati si scambiano amore e bene a profusione, condividendo tutti gli stessi stati d'animo. Sono nella fase della loro vita in cui si ha consapevolezza dello scorrere del tempo e dei cambiamenti del mondo. I percorsi che hanno intrapreso hanno gradualmente portato a una conclusione, devono solo essere protetti... al limite, possono intraprenderne di nuovi. Sanno che il loro mondo scomparirà con loro ma che il mondo in enerale continuerà ad andare avanti anche senza di loro. Sarà meglio o peggio? Grazie a loro o a causa loro? Cosa lasceranno di loro quando passeranno a miglior vita?

La loro quiete, improvvisamente, è smossa da qualcosa che cambia radicalmente le loro preoccupazione, da una sorta di rivoluzione copernicana: dei bambini sopravvissuti a un naufragio in barca si nascondono tra le colline. Si tratta di due fratelli e una sorella, una sorta di immagine riflessa di Joseph, Armand e Angèle, e una condizione speciale che spinge i tre locali a tenere con sé i piccoli. Credo nel loro incontro: è un modo per parlare di globalizzazione e del futuro che ci aspetta. Nonostante possa sembrare esagerato, non riesco a realizzare oggi un lungometraggio senza parlare della condizione dei rifugiati, degli immigrati: vivo in un paese in cui giornalmente arriva gente dal mare. Uso deliberatamente la parola "rifugiati": non importa se lo si è per i cambiamenti climatici, per la guerra o per altro. Chi è rifugiato è qualcuno che per svariati motivi è in cerca di un riparo, di un focolare.

Con l'arrivo dei tre piccoli, potrà forse la calanca vivere un rilancio? Angèle, Joseph e Armand rimarranno lì per crescere i tre piccoli e per ravvivare il ristorante, la comunità e la loro visione del mondo. E, continuando a relazionarsi con poca gente, provvederanno a mantenere la pace nel loro mondo".

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Commenti (6) vedi tutti

  • Piacevole ma non fatuo delicato eppur carico di intensità Se l'idealismo originario dei protagonisti può sembrare una bella farfalla fermata nel tempo da uno spillone, non è di ipocrisia che muore, ma sotto il cinismo della modernità I protagonisti, almeno nel film, rinnovano la propria vitalità nell'incontro tra passato e le urgenze del presente

    commento di filobus
  • Poesia pura!

    leggi la recensione completa di siro17
  • Questo, che è un film bellissimo, di uno dei più grandi registi d’oltralpe viventi, è stato presentato lo scorso autunno a Venezia, dove non ha ottenuto alcun premio. No comment! Cercherò di analizzarlo, individuandone, senza troppo spoiler, i temi principali.

    leggi la recensione completa di laulilla
  • Noioso ma soprattutto banale! Soliti stereotipi triti e ritriti...originalità zero. La fotografia meravigliosa non riesce a salvare un film che non c'è.

    commento di nissaki66
  • Piagnisteo immigrazionista a quanto pare. Corriamo a vederlo.

    commento di irvine
  • con La Villa tornano in una sorta di summa i temi più cari al regista marsigliese, qui declinati con un respiro ancora più ampio e quasi "storico" direi (alla Reitz). potenza evocativa a livelli alti. non sempre equilibratissimo, ma commovente alle lacrime.

    commento di giovenosta
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laulilla di laulilla
9 stelle

Armand, suo padre e i suoi fratelli Dopo il malore, la vita del vecchio padre sembrava essersi bloccata in un limbo senza memoria e senza progetti nel quale, da un momento all’altro, egli aveva smarrito la coscienza, la parola, la mobilità e ogni autonomia: tutto era cambiato all’improvviso per lui e per Armand (Gérard Meylan), l’unico dei tre figli che… leggi tutto

4 recensioni positive

Nel mese di giugno questo film ha ricevuto 3 voti
vedi tutti
Nel mese di maggio questo film ha ricevuto 9 voti
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Recensione

siro17 di siro17
7 stelle

Un film per chi ama il cinema parlato, fatto di parole, di sguardi, di immagini, di evocazioni. Il regista Robert Guédiguian parte dalla reunion forzata di tre fratelli che si ritrovano al capezzale del padre malato. Sarà l’occasione per rievocare il senso delle proprie esistenze: i drammi passati mai risolti, gli amori mai raccolti, la forza dei luoghi “fisici”…

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Recensione
Utile per 6 utenti
Nel mese di aprile questo film ha ricevuto 9 voti
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Recensione

laulilla di laulilla
9 stelle

Armand, suo padre e i suoi fratelli Dopo il malore, la vita del vecchio padre sembrava essersi bloccata in un limbo senza memoria e senza progetti nel quale, da un momento all’altro, egli aveva smarrito la coscienza, la parola, la mobilità e ogni autonomia: tutto era cambiato all’improvviso per lui e per Armand (Gérard Meylan), l’unico dei tre figli che…

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Uscito nelle sale italiane il 9 aprile 2018
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Foto
Il meglio del 2017
2017

Recensione

supadany di supadany
8 stelle

Venezia 74 – Concorso ufficiale. Il tempo scorre inesorabile cambiando il modo di pensare e gli scenari sociali, erodendoli come succede alle superfici soggette al costante passaggio di un corso d’acqua, solo con evoluzioni evidenti in un lasso temporale più breve. Il primo pensiero porta a rimpiangere il passato e il presente sembra offrire sempre meno ancore cui…

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Il meglio del 2016
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