Espandi menu
cerca
Le ali della libertà

Regia di Frank Darabont vedi scheda film

Recensioni

L'autore

supadany

supadany

Iscritto dal 26 ottobre 2003 Vai al suo profilo
  • Seguaci 356
  • Post 176
  • Recensioni 5570
  • Playlist 114
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su Le ali della libertà

di supadany
10 stelle

Uno dei film più amati dal pubblico negli ultimi vent’anni, tratto da un libro di Stephen King, ambientato tra le mura di un carcere, ma diverso dai film appartenenti a questo genere, soprattutto è in grado di stabilire un contatto particolare col pubblico, almeno con me è stato così, trasportando lo spettatore all’interno della vicenda per le due ore abbondanti di durata.

Andy Dufrasne (Tim Robbins) arriva in prigione dopo essere stato condannato per il duplice omicidio della moglie e dell’amante di lei, pur professandosi innocente.

Qui conosce un uomo di colore (Morgan Freeman) col quale instaura una felice amicizia, mentre gli anni passano, alcuni uomini vengono liberati (ma sarà vera gloria?), altri muoiono e il Direttore del penitenziaro entra in giochi sporchi aiutato proprio da Dufrasne che da ex bancario, sa bene come muoversi in certi ambiti.

Intanto, dietro all’apparenza tranquilla, Andy sta escogitando un piano per far(si)e giustizia.

 

Tim Robbins, Morgan Freeman

Le ali della libertà (1994): Tim Robbins, Morgan Freeman

 

La storia mi è piaciuta moltissimo, la voce fuori campo, utilizzata spesso e volentieri, funziona assai bene per impreziosire le sfumature della vicenda (direi che “ti culla”), mentre Frank Darabont riesce ad essere estremamente scorrevole nella narrazione non mancando comunque di evidenziare tanti passaggi che stimolano il sorriso, la soddisfazione, o il senso di profonda ingiusitizia.

Ma soprattutto è un film vitale, confezionato con abilità e tocco professionale (Roger Deakins alla fotografia è un consolidato must), che riesce a toccare punte molto alte (il rewind sulla fuga, la dipartita di Brooks, ma ce ne sarebbero un’altra mezza dozzina di evidenziare) parlando con l’anima (e all’anima dello spettatore), ottimamente rappresentata da due attori in stato di grazia.

Ed anche il finale è quello che serve per rendere giustizia, in tutti i sensi, magari in altri ambiti sarebbe potuto sembrare solo banale, ma qui è ciò che serve.

Dunque, questo “The shawshank redemption” è un film insolito ed affascinante, in grado di fermare il tempo per oltre due ore, facendo immergere lo spettatore in una vicenda ben articolata ed illustrata come raramente si vede fare oggi al cinema.

Non sarà un capolavoro in senso stretto, ma un film di grandissima presa lo è eccome.

 

Frank Darabont

Notevolissimo nella gestione del racconto e dei tempi scenici.

Scorrevole, ma anche incisivo quando occorre (direi spesso).

Tim Robbins

Davvero notevole, qui nel suo periodo di maggior spessore (ricordo anche "Mister Hula Hoop" in quegli anni). Bravo a fornire le giuste sfumature al suo personaggio, espressione un pò titubante ed insicura, ma la realtà è un'altra.

Morgan Freeman

Pacato, mite, rassicurante, un bel ruolo e un'interpretazione brillante.

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati