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Vacanze di Natale

Regia di Carlo Vanzina vedi scheda film

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La recensione su Vacanze di Natale

di scandoniano
8 stelle

Il capofila di tutti i cinepanettoni. Datato 1983, “Vacanze di Natale” è un prodotto dei De Laurentis, portato sullo schermo dai Vanzina, con un cast di rilievo (De Sica, Garrone, Calà, Sandrelli, Amendola, Interlenghi, Nicheli, Huff). Il film si lascia preferire in quanto indubbiamente divertente, ricco di battute diventate cult, nonché storiograficamente validissimo, per quanto con un’idea di fondo banale: lo spiantato pianista latin lover, la coppia in crisi, gli habitué snob e i novizi burini e sempliciotti, tutti insieme a godere dell’istituzione invernale per antonomasia, ossia la vacanza chic a Cortina, secondo la propria filosofia di vita.

Col senno di poi, “Vacanze di Natale” risulta un gran bel film. Tralasciando il valore intrinseco della pellicola, sembra invece più idoneo soffermarsi sul suo valore relativo (relativo ovviamente ai numerosi pseudo-sequel dello stesso filone). Nella parabola involutiva dell’odiato e amato cinepanettone è impossibile non notare che le tematiche affrontate, al pari del linguaggio usato, si siano via via acutizzate, passando da una rappresentatività quasi aderente della realtà sociale italiana, a situazioni sempre più irreali, farsesche e monocordi. “Vacanze di Natale” è un film con un suo inizio ed una sua fine, mentre i vari “Natale in India”, “Natale in Sudafrica” e per fino l’ultimo, disperato “Natale a Cortina” (penoso tentativo di convincere gli spettatori a ritornare al cinema attraverso un’operazione tra il nostalgico ed il vintage) appaiono come variazioni su uno stesso tema, risultando scontati e banalotti (per natura) e per di più triviali e fastidiosi (per scelta). Stesso discorso, per fare un altro esempio, per la scelta del casting: da inesperto e nazional popolare (ma valido) nel primo film della serie, ad esclusivamente asservito ai gusti del pubblico televisivo. È cambiata l’Italia, ma certamente di più sono cambiati gli italiani…

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