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Split

Regia di M. Night Shyamalan vedi scheda film

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Fanny Sally

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La recensione su Split

di Fanny Sally
7 stelle

Un giovane uomo rapisce e sequestra tre ragazze: le molteplici personalità che convivono nella sua mente hanno intenti differenti. Thriller psicologico con tocchi di horror e paranormale, com'è nello stile del temerario Shyamalan.

Tre liceali all’uscita da una festa vengono rapite da uno sconosciuto che ruba l’auto del padre di uno di loro, le addormenta con un sonnifero e le porta via con sé. Al loro risveglio le ragazze scoprono di essere chiuse in una sorta di cella bunker senza finestre ma dotata di un bagno e di tre materassi. Il rapitore intanto si dimostra un uomo dall’indole imprevedibile, ambigua e instabile: molto presto rivelerà infatti di soffrire di un disturbo di personalità multipla che lo induce a cambiare di volta in volta atteggiamento nei riguardi delle vittime, rendendo ancora più terrorizzante la loro situazione e assolutamente incerta la loro sorte.

 

Dopo avere un po’ perso il suo seguito di ammiratori tra critica e pubblico a causa di alcuni film non propriamente memorabili né del tutto riusciti, Shyamalan ha stupito di nuovo tutti scrivendo e dirigendo un thriller dalle atmosfere morbose e alienanti, ispirandosi ad alcune discusse teorie psichiatriche, ma aggiungendovi un tocco di horror e di paranormale, com’è nel suo stile.

 

Essenziale alla buona riuscita della pellicola tanto il lavoro di scenografia e fotografia, cupe, claustrofobiche, essenziali, acide, quanto la scelta degli attori: convincente la prova delle tre protagoniste, tra cui la giovanissima Anya Taylor-Joy, già segnalatasi per The Witch, e sicuramente degna di nota la conturbante interpretazione di James McAvoy, cui spetta il ruolo per niente semplice di impersonare solo attraverso la mimica e i cambi di voce una ventina di persone, tante ne convivono nella mente disturbata del suo Kevin (anche se il film ne mostra appena una decina, di cui 4 sono quelle predominanti).

L’audace svolta finale rende quasi paradossale tutta la vicenda, togliendo un po’ di credibilità a quanto visto prima, tuttavia è anche quel rovesciamento che non ti aspetti e che alla fine fa apprezzare tutta la costruzione della storia.

 

Il cameo finale di Bruce Willis preannuncia che si prevedono ulteriori sviluppi, ipotesi confermata anche dallo stesso regista.

 

Interessante.

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