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Blade Runner 2049

Regia di Denis Villeneuve vedi scheda film

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La recensione su Blade Runner 2049

di Furetto60
7 stelle

Sequel del capolavoro di Scott,è un buon film di fantascienza,ma di gran lunga inferiore al suo illustre predecessore.

Dopo una serie di violente rivolte e di scontri, tra umani e replicanti, nel 2020, gli androidi,fabbricati dalla Tyrell,ritenuti pericolosi o difettosi, che dir si voglia, sono stati "ritirati"in modo per cosi dire sbrigativo. Intanto un grande "black out" ha distrutto quasi completamente ogni dato digitale del pianeta, e profondi cambiamenti climatici hanno causato una stagione di carestie,cui si è sopravvissuti, solo grazie alle colture sintetiche della Wallace, una ditta comandata dal "cieco" Neander Wallace,che è anche l'artefice della fabbricazione di una nuova serie di replicanti,stavolta completamente asserviti  all'uomo e dalla longevità infinita. Nel 2049 a Los Angeles vige un ordine apparente.l'Agente K è uno dei "blade runner", incaricati di eliminare i vecchi modelli, che ancora sopravvivono in clandestinità, nel corso di una missione, viene a conoscenza di un segreto, la cui rivelazione potrebbe arrecare conseguenze sconvolgenti, per l'equilibrio sociale del pianeta e far precipitare nel caos l'intera umanità.Su indicazione dei suoi superiori, K indaga per scovare ed eliminare ogni persona legata a quella notizia,che va insabbiata a tutti i costi,dovrà anche mettersi sulle tracce del vecchio Rick Deckart,svanito trent'anni prima con la sua Rachel, inutile aggiungere che in corso d'opera, la "scaletta" subirà vistosi e sostanziali cambiamenti.

Non si svela altro ovviamente,trattandosi di un noir fantascientifico,si evita qualsiasi "spoiler"

Atteso da tanto tempo,arriva dunque questo sequel del mitico "Blade Runner"pietra miliare della sci-fi,uno dei film più acclamati, citati e studiati di tutta la storia della fantascienza,ispirato al racconto di Philip Dick, "il cacciatore di androidi"reso celebre dalle rivoluzionarie  scenografie cyberpunk,le cupe atmosfere metropolitane e avveniristiche,e soprattutto dotato di spessore e profondità di messaggio,in quanto toccava temi di rilevante valenza filosofica ed esistenziale,interrogativi su identità e umanità,Cosa ci rende umani?Qual è la differenza tra umani e androidi? e quest'ultimi hanno l'anima?si pensi al monologo finale,del replicante, prima della fine,che è diventato leggendaria letteratura,rendendo la pellicola indimenticabile e di grande impatto emotivo, dotato di una sorprendente forza simbolica.

Prodotto solo da Ridley Scott,che peraltro avrebbe curato anche la sceneggiatura,questo sequel è stato girato da Villeneuve,"autore" tra l'altro di "the arrival" il quale espande l'universo narrativo e iconografico di partenza e relizza sul piano scenografico e della fotografia,un lavoro straordinario,si pensi all'utilizzo dei neon, ai giganteschi ologrammi di donne bellissime,"geishe" al servizio di un uomo sempre più solo,film dunque dalla enorme potenza estetica.Tuttavia malgrado queste raffinatezze e questi indiscutibili pregi,la pellicola  è prolissa,i dialoghi fanno acqua,le questioni filosofiche restano incompiute e prevale il senso di nostalgia, nei confronti di un originale, di cui sarà sempre un replicante,tanto per restare in tema,che non possiede,lo stesso magnetismo e la medesima  magia.

 

 

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