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I cancelli del cielo

Regia di Michael Cimino vedi scheda film

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Scarlett Blu

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La recensione su I cancelli del cielo

di Scarlett Blu
8 stelle

Questo film recentemente restaurato nella sua versione più lunga, (director' s cut di 219 minuti) oggi viene considerato a ragione un capolavoro, ma a suo tempo fu un flop clamoroso che causò il fallimento della United Artist, e condannò il suo regista Michael Cimino all'ostracismo.
Il film costò la bellezza di 44 milioni di dollari, ma ne incassò appena 3, inoltre fu incompreso e affondato dalla critica dell'epoca.
Mi sono avvicinata per la prima volta alla versione ridotta e devo dire che ne sono rimasta impressionata, dalla storia crudele e spietata, cruda e realistica che mette in scena un episodio vergognoso realmente accaduto, la Battaglia di Johnson County che riguarda la storia americana e il suo passato di formazione.
La grande epopea del west è fatta anche di questo.
Una storia che non si vorrebbe mai raccontare, quella più squallida e violenta, che getta ombre sinistre sul grande sogno americano che si bagna nel sangue degli innocenti (fatto già accaduto coi nativi americani, gli indiani).
Nel 1890 nel Wyoming, l'associazione degli allevatori di bestiame, ricchi latifondisti, per contrastare gli immigrati dell'Europa dell'est che si stanno espandendo, e considerati ladri e anarchici, decide con l' appoggio colpevole del governo, di creare una lista di 125 persone da eliminare. Allo scopo, assoldano un gruppo di mercenari, pistoleri senza scrupoli e pronti a tutto.
Tra questi c'è anche Nate Champion, personaggio ambiguo (un fantastico, freddo eppure struggente e malinconico Christopher Walken)
L'unico che si oppone è lo sceriffo disilluso e disincantato James Arenll, (Kris Christofferson, altrettanto bravo) innamorato come Nate della prostituta Ella, (Isabelle Huppert) anche lei su quella lista, solo perchè si fa pagare in capi di bestiame per le sue prestazioni.
Il film si costruisce in parte su questo triangolo amoroso con al centro questa donna appassionata e vivace, ma inquieta e divisa tra due uomini che probabilmente la amano in modo diverso.
Il finale sarà amaro e tragico per tanti.
Dal punto di vista della ricostruzione il film è veramente impressionante, con le grandi scene di massa, (gli immigrati che si riuniscono per ballare o discutere dell'imminente pericolo e parlano nelle loro lingue, testimonianza del crogiolo di culture e razze da cui si è formato il popolo moderno americano) gli ambienti esterni ed interni resi alla perfezione e i paesaggi mozzafiato delle grandi praterie suggeriti dalle inquadrature audaci.
La luce della fotografia è davvero molto bella.
Se il film ha un difetto, potrebbero essere alcune parti un po' lente che rallentano un po' il ritmo, ma mi riservo di recuperare la versione estesa per valutare meglio il tutto.
Gli attori sono tutti molto bravi e nel cast ci sono tanti nomi impegnativi che compaiono anche solo in piccole parti come un giovane Jeff Bridges nella parte di un immigrato, o Miky Rourke amico di Nate.
Un film che merita di essere riscoperto e apprezzato per quello che è, un grande film, imponente come un monumento, che affascina per la bellezza struggente e dolorosa di certe sue immagini, una pellicola non facile al primo impatto, che conto di rivedere perchè sono certa che una visione non basta a cogliene la complessità e la completezza.
Da vedere.
4 stelle e mezzo che potrebbero essere 5

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