Espandi menu
cerca
Lo zoo di vetro

Regia di Irving Rapper vedi scheda film

Recensioni

L'autore

bufera

bufera

Iscritto dal 19 giugno 2010 Vai al suo profilo
  • Seguaci 163
  • Post 6
  • Recensioni 800
  • Playlist -
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi
Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Lo zoo di vetro

di bufera
7 stelle

Primo adattamento cinematografico di uno dei primi drammi importanti di Tennessee Williams, Lo Zoo di Vetro, del 1950,cui seguiranno molti altri più torbidi e sconvolgenti, ben diretto e interpretato da attori che ce lo fanno amare

locandina

Lo zoo di vetro (1950): locandina

 

Si tratta del primo adattamento cinematografico de LO ZOO DI VETRO( The Glass Menagerie),1950, diretto da Irving Rapper,del dramma omonimo di Tennessee Williams, scritto nal 1944, quando aveva 33 anni e aveva alle spalle altre opere teatrali di minore importanza. Un seconda versione fu fatto nel 1987, con la regia di Paul Newman.

 

L'opera è una delle meno torbide e complesse del drammaturgo di Columbus, il cui teatro è stato fertile fonte di ispirazione per il cinema americano con pellicole memorabili (Un tram che si chiama desiderio, Improvvisamente l'estate scorsa, La gatta sul tetto che scotta,La notte dell'iguana, La rosa tatuata, La dolce alla della giovinezza....)

 

L'azione si svolge a St. Louis ma è oggetto della narrazione di uno dei personaggi,Tom Wingfield (Arthur Kennedy) che si trova lontano, su un mercantile, dopo aver viaggiato per buona parte del mondo e ricorda la madre Amanda (Gertrude Lawrence) e la sorella Laura (Jane Wyman) con le quali aveva vissuto, dopo che il padre li aveva lasciati per girare anche lui il mondo e non tornare più.

 

Tom, mite e sognatore, incline alla poesia e desideroso di evadere da una vita povera e monotona, doveva mantenere le due donne, con un modesto lavoro, che odiava, e subire, in tutti i momenti in cui si trovava in casa, l'assillo di una madre ambiziosa e visionaria la quale non faceva che ricordare la vita lussuosa, con balli e corteggiatori di alto rango, che aveva condotto dall'infanzia al matrimonio,e lo rimbrottava su ogni cosa che faceva, adducendo motivi galateali o riguardanti la salute. Laura, graziosa giovane claudicante, timida complessata e insicura, si rifugiava in un mondo di fantasia dove avevano un posto essenziale una collezione di statuine di animali di vetro e l'ascolto dei dischi di vecchie canzoni lasciate dal padre, mentre aveva abbandonato la scuola senza informarne i suoi cari.

 

Il racconto si traduce gradualmente in azione al presente,in cui i toni si alzano da parte della madre preoccupata del futuro della figlia e delle continue fughe serali al cinema di Tom che, giunto al limite della sopportazione di quei litigi, seguiti puntualmente dalla richiesta di scuse per evitare un silenzio da lei minacciato, in una moina consueta e problematica, tipica dei rapporti di odio e amore. Finalmente il poveretto porta un collega a cena nella loro casa, dopo l'insistenza della madre che spera di trovare un fidanzato alla ragazza, in fuga  dalla realtà e palesemente infelice. Dopo grandi preparativi di abbellimento della modesta ma dignitosa abitazione e di abbigliamento personale arriva Jim O' Connor (Kirk Douglas) che era stato compagno di scuola di Laura e dà un tocco di allegria alla cena. Laura dopo un momento di ritrosia dialoga serenamente con Jim, che fa di tutto per dimostrarle che non ha motivi di essere insicura e la porta persino a ballare in un locale dirimpetto alla casa, mentre la madre, dopo aver ostentato la sua antica eleganza e vivacità, si rasserena e spera....

 

L'impianto teatrale è evidente e claustrofobico, magnifiche le scene in cui va via la luce e si accendono i candelabri, creando dei bei contrasti nel bianco e nero e costringendo chi dialoga a guardarsi negli occhi. Qui Kirk Douglas, con un frequente sorriso smagliante,è magistrale nella sua umanità per rassicurare la ragazza e la franchezza per non creare illusioni infondate.Jane Wyman è perfetta nel ruolo della timida e sbiadita ragazza pronta a rassegnarsi a tutto ma anche a prendere coraggio, nonostante il suo handicap. Grandissima  la Lawrence come madre egoista ma anche profondamente legata ai suoi figli e convincente la prova di Arthur Kennedy come Tom.

 

Nonostante le molte implicazioni psicologiche nei rapporti tra madre e figli, il dramma si contiene entro una certa linearità che non si troverà più nelle opere future di Tennessee Williams, pur svolgendosi già, e si avverte, nel profondo sud degli stati Uniti.

 

Arthur Kennedy, Gertrude Lawrence

Lo zoo di vetro (1950): Arthur Kennedy, Gertrude Lawrence

Jane Wyman, Gertrude Lawrence

Lo zoo di vetro (1950): Jane Wyman, Gertrude Lawrence

Arthur Kennedy, Kirk Douglas

Lo zoo di vetro (1950): Arthur Kennedy, Kirk Douglas

Kirk Douglas, Gertrude Lawrence, Jane Wyman, Arthur Kennedy

Lo zoo di vetro (1950): Kirk Douglas, Gertrude Lawrence, Jane Wyman, Arthur Kennedy

Jane Wyman

Lo zoo di vetro (1950): Jane Wyman

Kirk Douglas, Jane Wyman

Lo zoo di vetro (1950): Kirk Douglas, Jane Wyman

 

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati