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Il gusto del saké

Regia di Yasujiro Ozu vedi scheda film

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La recensione su Il gusto del saké

di steno79
9 stelle

Ultimo film di Yasujiro Ozu e ideale summa del suo cinema, "Il gusto del sake" racconta un'altra delle sue storie familiari, che viene ad essere un quasi-remake del suo capolavoro "Tarda primavera" del 1949. Anche qui un padre di famiglia di mezza età rimasto vedovo si adopera per convincere la figlia a sposarsi, ma il film non è centrato solo sul rapporto padre-figlia come la pellicola precedente, perché Ozu da' spazio anche alle storie di alcuni fratelli, in particolare quella di Koichi, che si dedica ad attività come il golf ma non può permettersi figli perché ha accumulato dei debiti. È una commedia gentile, ricca di umanità, girata col consueto stile che alcuni hanno definito minimalista, ma che apparteneva solo ad Ozu come un marchio di fabbrica. Si avverte in questo ultimo film un tono malinconico molto più accentuato rispetto al solito, che ha portato ad ipotizzare che Ozu fosse consapevole che si trattava del suo congedo dal cinema; non mancano scene di sorprendente allegria come l'incontro del protagonista Hirayama con un suo ex compagno d'armi durante la Guerra che lo invita a pensare che cosa sarebbe successo se il Giappone avesse sconfitto gli Stati Uniti, o le tipiche scene di incontri con ex professori in cui tutti i presenti si danno al bere. Le immagini sono costruite con la consueta cura e precisione compositiva e si avvalgono di una fotografia a colori molto calda, dai cromatismi affascinanti; la musica è ugualmente dolce e armoniosa, ben intonata al contenuto della storia. Rispetto a "Tarda primavera" il film perde qualcosa della sua straziante intensità e risulta leggermente più dispersivo, in particolare nei sub-plot che raccontano le disavventure dei figli, che sono come sempre ben integrati nel racconto ma un po' "ordinari" nei contenuti. Resta tuttavia un'opera di alta scuola e di fine invenzione poetica sulla necessità di accettare lo scorrere della vita, che offre un'altra magistrale interpretazione di Chishu Ryu nel ruolo che aveva perfezionato da una vita col suo maestro.

Voto 9/10

Shima Iwashita

Il gusto del saké (1962): Shima Iwashita

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