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Il gusto del saké

Regia di Yasujiro Ozu vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Il gusto del saké

di jonas
8 stelle

Ultimo film di Ozu e terza variazione sul tema già sviluppato in Tarda primavera e Tardo autunno: un vedovo convince la figlia, troppo devota ai doveri domestici, a sposarsi e si rassegna alla propria solitudine. A farlo decidere sono gli esempi contrapposti che ha intorno: da una parte le impiegate del suo ufficio che si sposano ad una ad una, dall’altra il vecchio professore che per egoismo ha tenuto in casa la figlia fino a farla diventare una zitella inaridita. A differenza dei film precedenti, questa volta l’uomo non deve ricorrere a sotterfugi a fin di bene (c’è solo un cenno di attrazione per una barista che gli ricorda la moglie), ma in compenso bisogna risolvere una complicazione sentimentale: la ragazza era innamorata di un coetaneo che la ricambiava ma, sapendola non disposta al matrimonio, si è fidanzato con un’altra, e quindi lei si adatta a un’unione combinata da un collega del padre (l’insignificanza del neo sposo è tale che non lo si vede mai in scena). Così il film finisce per essere una malinconica parabola sull’ordinaria infelicità della vita: una sorte a cui non sfugge neanche il fratello maggiore, che battibecca in continuazione con la moglie e che per le ristrettezze economiche ha rinunciato ad avere figli.

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