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La fuga di Logan

Regia di Michael Anderson vedi scheda film

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La recensione su La fuga di Logan

di maso
7 stelle

 

 

 

 

Logan's Run (1976)

 

 

La fuga di Logan è un prodotto tipicamente anni 70 e rivisto oggi suona un po' datato tanto che si vocifera di un remake con Ryan Gosling nel ruolo del protagonista ma nonostante ciò è un film che gode di belle intuizioni e una messa in scena efficace oltre a due protagonisti che fanno a gara di bellezza nel pieno splendore della loro carriera.

Michael York è un poliziotto del futuro (sandman nella versione originale traducibile con il termine più appropriato spauracchio) addetto al controllo dei ribelli che fuggono la rigenerazione, già perchè nel 2300 la società è colorata e suddivisa per caste: abiti gialli fino a dieci anni, verdi fino a venti e rossi fino a trenta dopo di che in un rito violento e spettacolare gli individui che hanno superato la soglia dell'età consentita vengono disintegrati ma agli occhi del popolo la loro sparizione viene percepita come una rigenerazione che non è assoliutamente plasusibile per un cospicuo gruppo di dissidenti che si uniscono in una difficile ribellione.

Logan è a metà del suo ciclo rosso e vive la sua attività di agente scelto seza dubbi e preoccupazioni in una società in cui attraverso un circuito elettronico puoi anche procurarti una compagnia femminile o maschile se meglio credi semplicemente inserendoti nel flusso dei nominativi, una specie di internet con il teletrasporto, ma proprio l'incontro con Jessica durante tale ricerca comncia a porgli i primi dubbi: la ragazza bellissima che ha il volto di Jenny Agutter pur essendo nella fase verde del suo ciclo vitale non crede affatto che la rigenerazone sia un rito che mantiene ciò che promette e quando Logan viene incaricato dal cervello elettronico centrale di seguire la pista dei ribelli tali dubbi germineranno anche in lui anche per il fatto che al termine della missione i quattro anni di decorso prima del rinnovamento gli verranno azzerati come segnalato dal diamante lampeggiante sul palmo della sua mano.

Inizia per Logan e Jessica una fuga verso il mondo esterno che si rivelerà una vera sorpresa per i due giovani soprattutto dopo l'incontro con l'eremita Ustinov e la sua comunità di gatti in quella che era Washinton DC.

Il film scorre bene e sfrutta al meglio degli effettti visivi per allora molto complessi in special modo nella sequenza del carosello della disintegrazione dove gli sruntman venivano legati e sospesi a cavi in trazione che spesso finivano per intrecciarsi e l'effetto del volteggio venne perfezonato capovolgendo la pellicola, gustose le scenografie da grandi magazzini con scale mobili assolutamente convenzionali e il flusso di persone che a parte gli abiti sembra proprio l'America che fa shopping la domenica prima del cinema, i modellin anche funzionano così come le scene d'azione a parte forse quella con il guardiano Box, un robottone argentato lento e macchinoso in cui si nasconde l'attore Roscoe Lee Brown.

La musica è affidata a Jerry Goldsmith e la magia è assicurata dalla brillante idea di usare campioni ed effetti sonori futuribili in tutta la prima parte per poi distendere l'umore e l'orecchio con armonie orchestrali nella seconda durante la quale i due protagonisti ritrovano un mondo antico.

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