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Libera

Regia di Pappi Corsicato vedi scheda film

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La recensione su Libera

di Peppe Comune
7 stelle

Aurora (Iaia Forte) vive sempre sola in un lussuosissimo appartamento del Centro Direzionale di Napoli. Trascurata continuamente dal marito, cede alle lusinghe di un suo vecchio spasimante, Pistoletta (Ninni Bruschetta). Carmela (Cristina Donadio) vive nei bassi di Napoli. Insieme a lei vive il figlio, Sebastiano (Ciro Piscopo), da poco uscito dal riformatorio che, insieme alla sua natura omosessuale, scopre anche la vera identità della madre. Libera (Iaia Forte) gestisce un'edicola nella zona periferica della città. Scopre che il marito (Manrigo Gammarota) si finge malato per accogliere indisturbato le sue amanti e invece di fare scenate di gelosia, decide di lucrare sui suoi tradimenti.

Aurora, Carmela e Libera : tre donne immerse in una Napoli deformata dai suoi stessi eccessi, tre anime avviluppate nel vano tentativo di migliorare le loro scialbe esistenze. Pappi Corsicato dipinge tre ritratti di donne contrassegnati dall'anarchica voglia di raccontare la città in piena libertà, tenendosi ben lontano dall'uso di stilemi stereotipati e dai tranelli di una facile oleografia di maniera. Emerge il grottesco, come solo i grattacieli del centro direzionale e le palazzine spoglie delle periferie deturpate dal cemento sanno tristemente apparire e come solo la parvenza di vite prese in affitto sanno essere. Con la sua prima regia, Pappi Corsicato (già aiuto regista di Pedro Almodovar) dimostrò di poter rappresentare un ottimo prospetto per il cinema italiano con questo film esile e corrosivo insieme, volutamente ridondante nella descrizione di vecchi e nuovi scenari della realtà partenopea e ostentatamente eccessivo nella sua forma "baroccheggiante". Un film povero di soldi ma con un sottofondo di idee ricco e variegato, originale nel suo insieme con un candore che non cerca alibi. Solo di essere apprezzato per la sua onesta antispettacolarità. Collaudati gli attori, con la brava Iaia Forte che erge a protagonista. Ma è il grande Enzo Moscato a rubare decisamente l'occhio e l'intelletto. La scena in cui canta in chiesa "Angeli negri" merita da solo la visione del film. Un piccolo gioiello grezzo che è diventato un cult. E credo non solo in Campania.

 

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