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Black Butterfly

Regia di Brian Goodman vedi scheda film

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La recensione su Black Butterfly

di Furetto60
5 stelle

Thriller psicologico che parte bene, ma si perde per strada.

Paul, alias Antonio Banderas, è uno scrittore in crisi creativa, da  quando la moglie lo ha lasciato, quattro anni prima, da allora si è completamente lasciato andare e vive da solo, imbottendosi di alcol, in una isolata e malmessa casetta di campagna,in totale degrado.Per cercare di vendere la sua abitazione,va ad incontrare  la sua agente immobiliare, Laura.Mentre si sta recando all'appuntamento in un piccolo fast-food del posto, taglia la strada a un camionista.Quando lo rivede al ristorante, questi ancora stizzito per l'accaduto,lo redarguisce in malo modo,solo grazie all'intervento di Jack  un giovane e vigoroso viandante,seduto al bancone, che ha la meglio sul camionista,riesce ad evitare la colluttazione. Paul per ricambiare il favore, lo invita a stare a casa sua, in cambio di piccole riparazioni, Jack compenetrandosi molto nella vita dello scrittore, si accorda con lui per  fargli scrivere lo "script" sul loro incontro.Solo che questo progetto diventa una morbosa ossessione,per il misterioso vagabondo, il suo comportamento,diventa sempre più violento,verso Paul, lo minaccia,lo rinchiude in casa,  impedendogli rapporti con l'esterno, arrivando a distruggere il suo cellulare, gli sequestra le chiavi dell'auto e si sbarazza dei liquori affinchè resti lucido,  e possa scrivere la loro storia e a questo punto,paradossalmente,Paul  ritrova l'ispirazione e ricomincia a lavorare superando "il blocco dell scrittore". Nel mondo fuori, intanto un'altra donna è scomparsa, una famiglia è disperata, la polizia indaga.  Forse è Jack il serial killer che la polizia locale sta cercando. Quando, in maniera inaspettata, Laura va da Paul ,Jack la prende in ostaggio, ma niente è come sembra.

C'è un doppio colpo di scena: la storia si rovescia, portando lo spettatore a chiedersi quale sia la realtà e quale la finzione, in un gioco di dubbi e ribaltamenti e una trama  con  diversi finali possibili.

La regia, anche grazie alla performance dei  due protagonisti, che esprimono efficacemente l'ambiguità della situazione, riesce  a tenere sulla corda lo spettatore, perlomeno nella prima parte, creando una buona "suspense". Il paesaggio sempre immerso nella foschia,suggestivo,fa il resto,trasmettendo allo stesso tempo quel senso di pericolo e di minaccia tipico del genere. Non ci sono effetti speciali,la pellicola ha uno stile artigianale, un ritmo lento, la tensione è affidata per lo più alle atmosfere oltre che  alla già citata prova dei due attori,dunque la storia sembrerebbe funzionare, senonchè a un certo punto si avvita su se stessa, scivolando in un racconto,che richiama alla memoria vecchi lavori di Stephen King, infarcito di stereotipi e luoghi comuni tipici del genere e anche i due protagonisti perdono la verve iniziale.

 

 

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