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Il posto

Regia di Ermanno Olmi vedi scheda film

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La recensione su Il posto

di Furetto60
8 stelle

Grande film del maestro Olmi

Nell'Italia dei primi anni sessanta ,in pieno boom economico,Domenico,un giovane che vive nella provincia di Milano, si reca in città per partecipare ad un concorso indetto da una grande azienda.Nel corso delle prove,conosce Antonietta,una giovanissima, graziosa e impacciata ragazza,aspirante anche lei ad entare nella ditta,trascorre del tempo con lei,consumando l'ansia dell'attesa,parlando del più e del meno,facendo progetti e confidando speranze e aspettative, nasce tra loro una timida complicità e una solidarietà, fatta soprattutto di sguardi e sorrisi.Il timido giovanotto riesce a  superare le prove e viene assunto,in qualità di fattorino nel reparto tecnico,diventando,come capita spesso ai novellini,una figura diafana, assolutamente anonima, ignorata da tutto il personale e trattata con maligna indifferenza,mentre anche Antonietta prende il sospirato,posto e viene destinata al reparto dattilografia nella sede centrale,i ragazzi si piacciono,ma i diversi turni e le diverse mansioni, impediranno loro di incontrarsi ancora.Tuttavia avvicinandosi la data del Capodanno ,Domenico finalmente incontra la giovane,che lo invita a partecipare alla festa,organizzata dal CRAL aziendale. Il ragazzo partecipa al ballo,ma Antonietta non c'è,tuttavia la delusione viene presto smaltita dalla notizia che,per la morte di uno degli impiegati,Domenico avrà una scrivania tutta sua e potrà finalmente  iniziare la sua carriera impiegatizia.

Ermanno Olmi che purtroppo in questi giorni, ci ha lasciato,girò un film minimalista, ma non minimo,dal tono essenziale e asciutto,profondamente incisivo e  spiccatamente neorealista,dal taglio quasi documentaristico,molto autobiografico,un ritmo volutamente blando e con un tratto garbato e delicato,da par suo,come un osservatore partecipe di un svolta sociale, di natura storica epocale.Rievocando il suo ingresso alla Edison, il regista,attinse alla memoria personale, ciò che gli servì per ragionare su quella realtà, in profondo mutamento,puntando il dito contro i mali che affliggevano l'ambiente di lavoro dell'epoca,peralro ancora oggi attuali,la burocrazia, la grettezza,la piccineria piccolo-borghese,la ruffianeria e tutte le dinamiche, che appartenevano al microcosmo aziendale.

Da sottolineare la prova degli,allora, giovanissimi attori.

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